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ANTOINE ET CLEOPATRE : REVE OU CAUCHEMAR D'UN GRAND ACTEUR ? - Billet N° 12

 

Merci chère Maria, pour ce nouveau billet. Belle analyse d'un film que j'aime particulièrement. Comme tu le dis, il est à conserver dans la vidéothèque et à regarder avec le texte de Shakespeare devant soi.

 

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"Si può dire che le vicende della realizzazione di "Antonio e Cleopatra" (distribuito in Italia con l'infelice titolo di "All'ombra delle Piramidi") si colleghino inevitabilmente agli eventi che per Chuck concludono gli anni '60, gli anni migliori per quanto riguarda la sua carriera di star di primo piano nel mondo di Hollywood. Tuttavia l'inizio della successiva decade vede il realizzarsi di un sogno che aveva coltivato forse dal suo debutto teatrale, quando a Broadway si era affacciato alle scene con un ruolo minore, quello di Proculeio, in una compagnia teatrale di tutto rispetto segnata dalla presenza di una grande attrice come Kathrine Cornell e in una delle ultime tragedie di William Shakespeare. Anthony and Cleopatra. Il personaggio di Antonio è un cavallo di battaglia per il nostro attore. Nel 1950 David Bradley, il regista che lo aveva scoperto nel 1941 chiamandolo ad essere il protagonista di una realizzazione cinematografica di "Peer Gynt", si rivolge di nuovo a lui prossimo a debuttare anche sullo schermo con "Dark City", affidandogli il personaggio del giovane e spavaldo Antonio in una versione cinematografica del "Giulio Cesare" basato sulla tragedia shakespeariana omonima. Di nuovo si tratta di un film sperimentale, girato anche questo "en plein air" fuori dagli studi cinematografici o "sound stages", come vengono definiti. Le architetture pseudo-classiche di Chicago vengono trasformate nella Roma degli ultimi anni della Repubblica. Anche questo tentativo ha un suo pubblico, limitato, di fans, ma ha anche una certa fama. Lo si può ritrovare per intero oggi su "YouTube". Il pezzo forte della tragedia, il monologo "Friends, Romans, countrymen", secondo per fama solo al "to be or not to be" di Amleto, è recitato con grande forza da Chuck, cercando di limitare gli eccessi retorici. Tuttavia il sogno di Chuck rimane il sequel, potremmo chiamarlo oggi, del "Giulio Cesare" in cui Antonio da accorto e carismatico politico che trascina i cittadini romani a schierarsi contro Bruto si trasforma in un declinante Antonio, condotto alla rovina da un amore disperato per una donna che è già un mito per i suoi contemporanei, Cleopatra, regina di un magico Egitto. Certo, Chuck avrebbe potuto soddisfare il suo desiderio con una messa in scena teatrale della tragedia, ma lui è convinto che il testo sia una sorta di sceneggiatura cinematografica, scritta secoli prima dell'avvento del cinema. Si mette all'opera quindi per trarre dalle pagine di Shakespeare uno script adatto al mezzo cinematografico, senza variare nemmeno un verso, solo accorpando alcune scene e limando la lunghezza di altre. Quale attore anglosassone avrebbe l'animo di mettere le mani sulle parole del poeta di Stratford? Il cinema però è fatto anche e soprattutto di immagini e nel lungo periodo di pre-produzione, quando Chuck cerca finanziamenti per l'impresa e location non troppo dispendiose per girare il "suo" film, a Roma ha l'occasione di vedere il "Satyricon" di Federico Fellini. Di nuovo lo stile cinematografico europeo lo seduce: da The Actor's life 2 marzo 1970 " Abbiamo visto stasera quello che io penso possa essere considerato come un film importante (SATYRICON). Fellini è qualcosa pari ad un genio, appare chiaro... l'unico uomo nel cinema che ho pensato potesse essere definito in questo modo dai tempi di Welles, il film è come un sogno, un sogno sgradito, ma con una componente onirica davvero emozionante, sia per la geografia che per la cronologia, come anche per l'atmosfera e il ritmo della messa-in-scena. Inoltre la componente scenica e l'uso della macchina da presa sono qualcosa da tenere a mente". Siamo nel 1970 e il sogno dovrà attendere ancora due anni per potersi realizzare. Difficile il periodo di pre-produzione con la ricerca dei capitali, ma difficile anche per la ricerca del cast perfetto. Chuck vuole che il film sia una resa cinematografica fedele e quindi sceglie di riportare il testo nella forma in versi, il "blank verse" elisabettiano, che può essere apprezzato solo in lingua inglese e che per questo stesso motivo limita la platea ai solo spettatori anglofoni. Per gli altri, doppiato nelle varie lingue nazionali, sarà una delle tante edizioni del dramma di amore e morte tra l'Egiziana e il Romano. Un paragone debole rispetto alla ricchissima "Cleopatra " con Liz Taylor. E comunque quando Chuck si era rivolto proprio a Welles per chiederne la disponibilità, aveva ricevuto una risposta dura ma onesta. " Senza una Cleopatra eccezionale , non ci può essere un "Antonio e Cleopatra" eccezionale". Chuck pensa prima ad Ann Bancroft, che ben conosce dai suoi debutti televisivi e reduce da un gran successo con "IL Laureato", ma la definisce "Troppo Americana". Poi rivolge la sua attenzione ad Irene Papas, professionalmente un'ottima scelta , ma la Papas è impegnata e comunque non è bellissima, non per i criteri estetici di Hollywood. Tuttavia la Cleopatra del testo è una donna di 40 anni e per due volte viene riportata questa annotazione nel dramma di Shakespeare. Infine, molti dei finanziatori e dei possibili registi non si entusiasmano per il progetto. Bene, dopo aver personalmente cercato i fondi per un film a budget medio (è molto probabile che una parte di quei fondi venga dalle sue tasche) il nostro eroe si tuffa nell'avventura, decidendo di essere regista di se stesso. Non raggiungerà la bellezza del Satyricon se non in alcuni momenti, come nelle due scene che vedono insieme i membri del triumvirato, Antonio, Ottaviano e Lepido, quella del combattimento gladiatorio e l'altra sul galeone di Pompeo. Soprattutto quest'ultima risente dell'influenza felliniana e specificatamente dell'ispirazione per una dimensione onirica suggerita dalla la visione del Satyricon. Chi l'avrebbe mai detto che Charlton Heston si sarebbe tanto avvicinato ad una visione surrealista dell'arte cinematografica come quella di Fellini? Purtroppo il film, anche nella sua versione in lingua originale, pecca per una scelta non oculata di una Cleopatra per niente eccezionale, né per bellezza né per bravura. Il budget limitato porta inoltre a qualche compromesso, come l'uso per la battaglia di Azio di spezzoni di pellicola della battaglia navale di "Ben Hur", ben riconoscibili, nonostante i miracoli del montaggio. Rimane comunque una gran prova di coraggio per Chuck. Solo vent'anni dopo Kenneth Branagh avrà la determinazione di credere in una versione cinematografica di alcuni testi shakespeariani, aprendosi la strada prima con le commedie, poi gettandosi nell' "Amleto" in cui Chuck darà l'ennesima prova della sua arte nei panni del Capocomico della compagnia di attori chiamata ad Elsinore. Certo nel "suo" film risulterà un Antonio strepitoso, ma il film avrà una circolazione molto limitata e sarà sfigurato dai doppiaggi nelle varie lingue nazionali. E' comunque un film da tenere nella propria cineteca e magari vederlo con davanti la traduzione del dramma che William Shakespeare dedicò ai disperati amanti del mondo antico."

AUTEURE : Maria Russo Dixon

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"On peut dire que les événements de la création de" Antoine et Cléopâtre "(distribué en Italie avec le titre malheureux de " A l'ombre des Pyramides ") étaient  connectés à ceux qui, inévitablement, pour Chuck concluent les années 60, les meilleures années en ce qui concerne sa carrière comme star de premier plan à Hollywood.

Cependant, le début de la décade suivante voit la réalisation d'un rêve qu'il avait peut-être cultivé dès son début théâtral, quand à Broadway il s'était montré sur scène avec un rôle plus petit, celui de Proculeio, dans une compagnie théâtrale respectable surtout marquée par la présence d'une grande actrice comme Katharine Cornell et en une des dernières tragédies de William Shakespeare " Antoine et Cléopâtre ".

Le personnage d'Antoine est un cheval de bataille pour notre acteur. En 1950, David Bradley, le réalisateur qui l'avait découvert en 1941 en l'appelant pour être le protagoniste d'une production cinématographique de " Peer Gynt ", se tourne vers lui de nouveau au moment où il débute à l'écran dans "Dark City", et lui confie le personnage du jeune et audacieux Antoine dans une version cinématographique de "Jules César" basée sur la tragédie homonyme de Shakespeare.

Encore une fois cela est un film expérimental, tourné en "plein air"  en dehors des studios de cinémas ou "sound stages " comme ils sont définis. L'architecture pseudo-classique de Chicago est transformée en ville de Rome au cours des dernières années de la République. Cette tentative a  son propre public de fans, limité,  mais a aussi une certaine réputation.

On peut aujourd'hui le retrouver entièrement sur "YouTube". Le point fort de la tragédie, le monologue " Friends, Romans, countrymen ", deuxième pour la réputation face au " to be or not to be " de " Hamlet, " est récité avec grande force par Chuck, qui tente de limiter les excès de rhétorique.

(Charlton Heston speech de Marc Antoine dans  " JULES CESAR " 1950 film de David Bradley)

 

Cependant reste la suite du rêve de Chuck, aujourd'hui nous pourrions l'appeler le "Jules César" dans lequel Marc Antoine homme politique avisé et charismatique entraîne les Romains citadins à se ranger contre Brutus et se transforme en un Marc Antoine déclinant, qui est conduit à la ruine par un amour désespéré pour une femme qui est déjà une légende pour ses contemporains, Cléopâtre, reine d'une Egypte magique.

Bien sûr, Chuck pourrait satisfaire son désir avec une mise en scène théâtrale de la tragédie, mais il est convaincu que le texte est une sorte de scénario, écrit des siècles avant l'avènement du cinéma. Puis il se met au travail pour tirer des pages de Shakespeare un script adapté au milieu du cinéma, sans changer même un verset, seulement en combinant certaines scènes et en limant  la longueur des autres.

Quel acteur anglo-saxon aurait eu  l'âme de mettre les mains sur les mots du poète de Stratford ? Le cinéma cependant est aussi fait surtout d'images et dans la longue période de pré-production, quand Chuck cherche les financements pour l'entreprise et un lieu pas trop dispendieux pour tourner "son" film, à Rome il a l'occasion de voir le "Satyricon" de Federico Fellini.

Le style cinématographique européen le séduit de nouveau : Extrait de "The Actor's life "  : "ce soir 2 mars 1970 - Nous avons vu ce que je suppose doit être considéré comme un film important  (satyricon). Fellini est quelque chose comme un génie, il semble clair ... Le seul homme dans le cinéma  que j'ai pensé appeler comme cela depuis Welles. Son film est comme un rêve ... plutôt  un peu désagréable, mais avec une qualité mêlée de rêve, à la fois en géographie et en chronologie, ainsi que la sensation et le tempo de la pièce. Sur la conception et le travail de la caméra, c'est quelque chose à retenir."

Nous sommes en 1970 et il faudra encore attendre deux ans pour que le rêve puisse se réaliser. Période difficile de pré-production avec la recherche de capitaux, mais aussi difficile pour la recherche du casting parfait. Chuck veut que le film soit un rendu fidèle cinématographique et il choisit ensuite de reporter le texte dans la forme en vers, le "verset blank" (1) elisabethain, qui peut être apprécié seulement en langue anglaise et que pour ce même motif, limite l'audience aux seuls  spectateurs anglophones. Pour les autres, doublé dans les langues nationales différentes, il sera une des nombreuses éditions du drame d'amour et mort entre l'Egyptienne et le Romain.

Une comparaison faible par rapport au riche " Cléopâtre " avec Liz Taylor. Et de toute façon quand Chuck s'était adressé vraiment à Welles pour en demander la disponibilité,  il avait reçu une réponse difficile, mais honnête : "Sans une Cléopâtre exceptionnelle, il ne peut y avoir un" Antoine et Cléopâtre "exceptionnel".

Chuck pense en premier à Ann Bancroft, qu'il connaît bien depuis  ses débuts à la télévision et rescapée d'un grand succès avec " Le Lauréat ", mais il la définit "Trop Américaine."  Puis il tourne son attention vers Irène Papas, professionnellement un excellent choix, mais la Papas est engagée et elle n'est pas très belle de toute façon, pas pour les critères esthétiques de Hollywood.

Cependant la Cléopâtre du texte est une femme de 40 ans et par deux fois cette annotation est rapportée dans le drame de Shakespeare. Finalement, beaucoup de bailleurs de fonds et des réalisateurs possibles ne s'enthousiasment pas pour le projet.

Eh bien, après le financement personnellement recherché pour un film à budget moyen (il est très probable que certains de ces fonds proviennent de ses poches) notre héros plonge, en décidant d'être le réalisateur lui-même. Il ne réalisera pas  la beauté de Satyricon, sauf dans certains moments, comme dans les deux scènes où l'on voit ensemble les membres du triumvirat, Antoine, Octave et Lépido, celle des combats de gladiateurs et l'autre sur le galion de Pompée. Cette dernière affectée de l'influence surtout fellinienne et spécifiquement de l'inspiration pour une dimension onirique suggérée par la vision du Satyricon.

Qui aurait pensé que Charlton Heston serait beaucoup plus proche d'une vision surréaliste de l'art cinématographique comme celle de Fellini ? Malheureusement, le film, même dans sa version en langue originale, pèche  par le choix pas malin d'une Cléopâtre en rien exceptionnelle, que ce soit pour la beauté ou la bravoure.

Le budget conduit également à un compromis, comme l'utilisation de la bataille d'Actium et des extraits de films de la bataille navale de "Ben Hur", facilement reconnaissables, malgré les miracles du montage. C'est encore beaucoup de courage pour Chuck. Seulement,  vingt ans plus tard, Kenneth Branagh a la volonté de croire en une version cinématographique de certains textes de Shakespeare, ouvrant la voie d'abord avec des comédies, puis en les jetant dans '' Hamlet », où Chuck donnera une énième preuve de son art en endossant le rôle du directeur de la troupe  d'acteurs appelés à  Elseneur.

Certes, dans "son" film, il restera un Antoine retentissant, mais le film aura un tirage très limité et sera défiguré par les doublages dans les différentes langues nationales. C'est encore un film pour garder dans sa vidéothèque et peut-être le voir avec devant soi, la traduction du drame que William Shakespeare dédia aux amoureux désespérés du monde antique. "

AUTEURE : Maria Russo Dixon

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1 - "verset blank" : est la poésie écrite avec des lignes métriques mais non rimés régulières, presque toujours en pentamètre iambique . Il a été décrit comme «probablement la forme la plus courante et influente que la poésie anglaise a pris depuis le 16ème siècle"  et Paul Fussell a estimé que "environ les trois quarts de toute la poésie anglaise est en vers blancs. (REF : WIKIPEDIA)

 

 

Commentaires

  • magnifique. ...
    Merciiiiiiiiiiiiii.
    passionnant comme toujours

  • Chère Sylvia, merci de votre commentaire. Oui, le billet de Maria est passionnant. Elle écrit vraiment bien et le sujet qu'elle traite aujourd'hui est très intéressant.

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