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LES BILLETS DE MARIA R-D.

  • NUMBER ONE ou une autre vision par Maria

    A la suite de mon article sur la critique du journal "NEW YORK TIMES" au sujet du film "NUMBER ONE", Maria m'a envoyé son analyse personnelle sur ce que l'on pourrait appeler " LE MOI EXTERIEUR & LE MOI INTERIEUR " de Charlton Heston. 

    Je vous laisse en juger par vous-mêmes, mais je dois dire que Maria met l'accent sur une partie de la personnalité de Chuck, qui m'intrigue au plus haut point. Depuis toujours, j'ai le sentiment que le regard de Chuck est empreint d'une profonde tristesse et, je peux dire que l'article de Maria ne fait que d'accroître ma curiosité et je voudrais pouvoir avoir Chuck face à moi pour pouvoir lui poser la question qui me taraude  : " Chuck qui êtes-vous, au fond de vous-même ? ". Malheureusement, jamais je ne pourrai le questionner et entrer dans sa problématique qu'était son enfance. 

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    (CHARLTON HESTON EN ETHIOPIE EN 1984)

    "Carissima France, complimenti per il ritrovamento e la traduzione di questo articolo in lode di quello che Chuck chiamava, sbagliando, il suo peggiore film purtroppo non sono riuscita a trovare un DVD o un Blu Ray con l'intero film. Ne ho visto brani diversi attraverso U Tube e ho letto che si intende riproporre il film nella versione blue ray. Aspettiamo Ma che il film sia un contributo importante nella vita e nella carriera di Heston ne sono più che certa. Per cominciare dall'anno di produzione, quel 1967, che ho già definito come uno degli "anni difficili". Il personaggio di Cat Catlan, come altri da lui interpretati, porta note autobiografiche che spiegano l'insistenza con cui Chuck ha voluto realizzare questo film e il peso che la sua sensibilità e la sua arte hanno avuto sulla mano di Tom Gries, regista ufficiale del film. Come ho già detto le delusioni per lo scarso successo economico per film come "The War Lord" e "The Agony and the Ecstasy" colpiscono profondamente Chuck nella sua abilità di scegliere la parte migliore e il film migliore non solo per la sua carriera ma anche e soprattutto per la sua crescita personale. Ansie e incertezze che l'attore e l'uomo confessa nel suo diario. Certo è un film difficile per una platea che cerca soprattutto l'happy end. E quelle scene di nudo, contrariamente a quanto pensa il critico del giornale, non sono affatto eccessive o fuori posto in quel film. Cat vede diminuire il suo vigore fisico e lontano dal continuo sostegno morale dell'acquiescente moglie cerca in un'altra donna la conferma del suo vigore virile. E' forse il primo film americano in cui l'adulterio non rimane solo un'allusione, ma un evento concreto e trascinante. Un anno dopo velato di umorismo, Dustin Hoffman rappresenterà nel "Laureato" un altro tipo di adulterio, privo della drammaticità di quello tra il quarterback in crisi e l'avvenente ammiratrice. Il 1967 è anche l'anno per una perdita dolorosa per Chuck, la morte del padre ritrovato. A questo proposito proprio ieri ho trovato un ritaglio interessante che riporta alla infelice infanzia del Nostro. Ci sono in giro nella rete due foto di un giovane e giovanissimo Charlton Heston,: quella di un adolescente dai tratti delicati e dall'aria sognante, artisticamente sfumata, e quella di uno scolaretto dal muso simpatico nell'ultima fila di una foto di fine anno scolastico. Non è Chuck né nella prima né nella seconda. Per la prima c'è sulla rete una catalogazione che la definisce come quella di un giovane gay. Per la seconda un articolo del 2001 del giornale "Alliance Report" rende nota una lettera personale di Heston che afferma di non essere lui quel ragazzino e fa il nome di un altro studente della Freedom School da lui frequentata nel secondo semestre del 1933, mentre la foto riporta la data del maggio 1934. Il giornalista che scrive nel 2001 cerca di collegare i legami dello sperduto ragazzino John Carter, divenuto improvvisamente Charlton Heston, attraverso la memoria dei possibili Heston viventi ad Alliance, arrivando alla conclusione che Charles Heston, secondo marito della madre di Chuck non ha probabilmente mai adottato il primogenito della moglie. e che comunque la coppia Lilla Charlton e Charles Heston, per quanto ricordino gli abitanti del paese, prima dell'estate di quel 1933 abbandonarono precipitosamente la loro casa portandosi dietro il bambino che si era appena ambientato nella nuova scuola, dove per altro aveva fatto il suo debutto teatrale in una recita scolastica. Non è dato sapere perché, ma sempre più patetica appare la figura di questo bambino rifiutato non da un solo padre, ma da due. Quello naturale che non si è dato la pena di seguire il suo primogenito, e quelllo acquisito che forse solo formalmente gli ha dato il suo nome. Di ricordi amari Cat Catlan ne ha abbastanza per vivere sullo schermo il ruolo del giocatore abbandonato dalla fortuna. Anche altre figure entreranno sullo schermo e nella sensibilità di Chuck ricordandogli la solitudine e il senso di distacco vissuto da ragazzo. In una intervista rilasciata alla BBC nel 1983 in occasione del lancio di "The Actor's Life" in Gran Bretagna la giornalista sottolinea l'interesse delle pagine introduttive dove Chuck per la prima volta ricorda questi avvenimenti. Cerca di approfondire il tema parlando della sua dichiarata timidezza e pone una domanda molto secca "Lei parla sempre dell' Outer-me riferendosi alla sua vita artistica e di relazione , mai dell'Inner-me (dei suoi sentimenti più profondi ed intimi)". Chuck appare imbarazzato e cerca di sottrarsi all'acuto rilievo della giornalista con una citazione di un cartoon in cui un coccodrillo e un uccello parlano appunto di outer-me e inner-me. Il coccodrillo, nel quale Chuck evidentemente si riconosce dice che c'è troppo dell'outer-me nel suo essere coccodrillo per permettergli di occuparsi anche dell'inner-me. Forse quell'inner-me va ricercato in un certo numero di personaggi, Amos Dundee, Cat Catlan e perché no anche Michelangelo, pronti a riabbracciare la loro pena segreta dopo essere sfuggiti alle luci di un momento di gloria."

     Auteure : MARIA RUSSO DIXON

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    Très chère France , Je te complimente pour la découverte et la traduction de cet article élogieux de ce que Chuck appelait, en se trompant, son pire film , malheureusement , je n'ai pas réussi à trouver un DVD ou un blu-ray du film en entier. J'en ai vu divers extraits via You tube et j'ai lu que le film pourrait être proposé en blu-ray . Attendons . Mais je ne doute pas un seul instant que le film soit un élément important dans la vie et la carrière d'Heston.

    Commençons par l'année de production , cette année 1967, que j'ai déjà définie comme une des années les plus difficiles. Le personnage de Cat Catlan, comme les autres qu'il a interprétés, porte en lui des caractéristiques autobiographiques qui expliquent l'insistance avec laquelle Chuck a voulu réaliser ce film et le poids qu'a eu entre ses mains Tom Gries metteur en scène officiel du film. Comme je l'ai déjà souligné , les déceptions face au faible succès commercial du film, comme pour " The War Lord "  et  " The Agony and the Ecstasy " , marquèrent profondément Chuck dans son habileté de choisir le meilleur rôle et le meilleur film non seulement pour sa carrière mais aussi et surtout pour son ambition personnelle. Angoisses et incertitudes que l'acteur et l'homme confessa dans son journal intime. Il est certain que c'est un film difficile pour un parterre qui cherche surtout le " happy end " . Et ces scènes de nu , contrairement à ce qu'en pense le critique du journal , ne sont en rien excessives et hors contexte dans ce film . Cat se rend compte de la diminution de sa vigueur physique et loin du soutien moral constant de la femme consentante, il cherche chez une autre femme la confirmation de sa vigueur virile. C'est peut-être le premier film américain dans lequel l'adultère ne reste pas seulement une allusion, mais un fait concret et captivant.

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    Une année après , teinté d'humour, Dustin Hoffman, représentera dans " Le lauréat " , un autre type d'adultère , privé du drame qui se situe entre le quart-arrière en crise  et l'admiratrice avenante.

    1967 est aussi l'année d'une perte douloureuse pour Chuck , celle de la mort du père retrouvé . A ce sujet, hier, j'ai trouvé une coupure de journal interessante qui se réfère à l'enfance malheureuse de Notre Chuck . Deux photos y sont imprimées où l'on peut voir Charlton Heston adolescent et très jeune ; celle d'un adolescent aux traits délicats et à l'air rêveur, artistiquement floue et celle d'un écolier, à la trombine sympathique, se trouvant au dernier rang sur une photo de classe de fin d'année scolaire. Ce n'est pas Chuck , ni dans la première ni dans la deuxième photo. Sur la première , il y a sur la toile, un commentaire qui le définit comme un jeune gay . Dans la seconde, un article du journal " Alliance Report " et en date de 2001, rend publique une lettre personnelle de Heston qui affirme de ne pas être ce petit garçon et donne le nom d'un autre écolier de la Freedom school qu'il a fréquentée pendant le deuxième trimestre de l'année 1933 alors que sur la photo est inscrit la date de mai 1934. Le journaliste d'Alliance qui écrit en 2001 cherche à relier les liens du petit garçon John Carter devenu à l'improviste Charlton Heston au travers des souvenirs des membres encore vivants de la famille Heston et arrive à cette conclusion que Charles Heston, second mari de la mère de Chuck , n'a probablement jamais adopté le premier fils de sa femme et que de toute façon, le couple Lilla Charlton et Charles Heston , pour ce dont se souviennent les habitants du village, avant l'été de l'année 1933, abandonnèrent précipitamment leur maison emmenant avec eux l'enfant qui s'était à peine familiarisé dans la nouvelle école, où par ailleurs, il avait fait ses débuts théâtraux dans un spectacle scolaire.

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    Il n'est pas bon de savoir tout cela,  car la vision de cet enfant rejeté non d'un seul père mais de deux,  apparaît de façon toujours plus pathétique. Le père biologique qui ne s'est  pas donné la peine d'élever son premier fils et le père adoptif qui n'a fait que lui donner officiellement son nom . Des souvenirs amers, Cat Catlan en a suffisamment  pour alimenter son rôle sur l'écran de joueur abandonné par la chance. Même d'autres aspects du personnage entre en jeu et dans la sensibilité de Chuck, cela lui rappelle la solitude et l'isolement vécus pendant son enfance .

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    Dans une interview donnée à la BBC en 1983 à l'occasion de la sortie de " The Actor's life " en Grande-Bretagne , la journaliste souligne l'intérêt des pages introductives où Chuck , pour la première fois, se souvient de ces évènements. Elle cherche à approfondir le sujet en parlant de sa timidité maladive et pose sèchement cette question :" Vous parlez toujours du moi extérieur vous référant à votre vie artistique et relationnelle, jamais du moi intérieur (de vos relations plus profondes et intimes) ". Chuck apparut embarrassé et chercha à se soustraire au propos aigü soulevé par la journaliste par le biais d'une citation tirée d'un dessin animé dans lequel un crocodile et un oiseau parlent en effet du moi extérieur et du moi intérieur. Le crocodile , dans lequel Chuck se reconnait évidemment, dit qu'il y a trop de moi extérieur dans le fait d'être un crocodile pour lui permettre de s'occuper aussi du moi intérieur. Peut-être que le moi intérieur se trouve dans d'autres personnages comme Amos Dundee, Cat Catlan et pourquoi pas également chez Michelangelo, prêts à se réconcilier avec leurs peines secrètes après avoir voulu leur échapper sous la lumière d'un moment de gloire .

    Auteure : Maria Russo Dixon

     

  • NOTES PERSONNELLES DE MARIA - Hors billet habituel

    Aujourd'hui, je suis très touchée par cette lettre que m'a envoyée notre Amie Maria. Elle m'autorise à la publier entièrement.

    Elle nous explique pourquoi ces derniers temps, nous n'avons pas eu son billet à lire.  Elle sait que nous ses amis hestoniens la comprendront.

    Merci chère Maria pour ta confiance. Nous pensons tous à toi et  ton mari à qui nous souhaitons une meilleure santé. 

    Bisous à toi. 

    FRANCE 

    Cara France,

    purtroppo non ho buone notizie da darti. Lo scorso finesettimana l’ho trascorso alla Emergency dell’ospedale universitario fiorentino, per un malore molto serio di mio marito. All’inizio sembrava un attacco di cuore o un ictus cerebrale. Dopo 24 ore di analisi approfondite, per fortuna niente di negativo è risultato da cuore o circolazione del sangue. Ma la diagnosi finale, dopo due approfondite analisi dello stato cerebrale, è stata molto sorprendente. Alla bella età di 76 anni si è scoperto che mio marito soffre di epilessia. Come Giulio Cesare, si può dire, per confortarsi. Eppure Cesare  ha fatto una bella carriera e non è morto di malattia. Ma io ho avuto molta paura e sono ancora sotto stress. Oggi l’epilessia non può essere curata ma certamente tenuta sotto controllo con un’ attenta osservazione del malato e una accurata terapia medicinale.

    Quindi puoi capire perché in questo momento io non sia nello stato d’animo giusto.

    Il difetto della biografia di Eliot è che non ha fatto molta fatica per entrare nella vita privata di Chuck, né la famiglia ha collaborato molto. Pagine e pagine sulla questione dell’NRA e delle polemiche politiche e degli scontri personali e soprattutto pubblici che comunque si possono ricostruire facilmente attraverso Internet. Ma dove sono le lettere di Chuck? Per anni ha mantenuto aperto il rapporto con un suo Fans Club attraverso Newsletters scritte di persona su una comune macchina da scrivere che portava con sé dappertutto. Anche sui set e ne rimangono le fotografie.

    Quando si cerca di ricostruire la vita di un personaggio famoso si deve fare una attenta ricerca della documentazione più personale e intima. Non bastano di sicuro le interviste con giornalisti della pagina stampata o della televisione. E Heston ci dice che oramai aveva messo insieme una specie di standard delle risposte tipo da dare nelle interviste. I giornalisti ponevano sempre le stesse domande e lui forniva sempre le stesse risposte. Il bellissimo “Beejing Diary” in cui racconta le prove, i rapporti umani e la messa in scena  cinese dello spettacolo “The Cain Mutiny Trial” non viene affatto citato ed è un peccato. Capisco che non è un libro facile da trovare, ma io l’ho trovato attraverso Amazon e la parte americana della famiglia. Mentre le contrapposizioni politiche sin dall’inizio della carriera si trovano in un altro libro “From my cold, dead hands. Charlton Heston  and American Politics” tesi di dottorato di Emilie Raymond, pubblicato dalla University Press of Kentucky. Anche questo in mio possesso e comprato attraverso Amazon. Per quanto riguarda “Rua Algulem” Eliot non si è sforzato nemmeno di vedere il film su You Tube, visto che ne parla solo in una nota, definendo la partecipazione di Chuck come una specie di “cameo”.

    Certo, quando ho fatte le mie ricerche per ricostruire la vita artistica a personale di tre attori italiani Adelaide Ristori, Tommaso Salvini e Ernesto Rossi nelle loro performances  negli USA nella seconda metà del XIX secolo ho girato le maggiori città americane e scavato in molte biblioteche ed archivi. Qui Chuck e la sua “serendipità” mi sono state d’aiuto, anche se l’ho scoperto solo da poco, da quando i beni di Chuck sono stati messi all’asta. Nell’agosto del 1984, dopo i teatri e le biblioteche di San Francisco, ho pensato che anche a Los Angeles avrei potuto trovare qualcosa. Come membro sottoscrittore dell’AFI , anche se era tempo di ferie mi rivolsi alla gentile segretaria dell’AFI , jean Firstemberg, spiegando di cosa avevo bisogno. MRS Firstenberg mi invitò a visitare la sede dell’AFI , visto che venivo da tanto lontano. Il giorno seguente mi telefonò in albergo per dirmi che avrebbe messo a mia disposizione un pezzo davvero raro. Un copione per Lady Macbeth trascritto da Adelaide Ristori con interessanti appunti in margine. Spediti marito e figlio a Disneyland passai una intera giornata ricopiando, con molta cura, le pagine ingiallite di quel vecchio copione, in cui l’attrice italiana aveva trascritto anche la pronuncia inglese delle battute della Lady di Shakespeare. Ne fui molto grata ed ero convinta che quel copione fosse parte della raccolta dell’AFI, collegato a Los Angeles con i fondi dell’Ahmason Theater. Non era così. Quel copione faceva parte della raccolta di copioni shakespeariani del nostro Chuck, eccezionalmente inviato per un solo giorno alla biblioteca dell’AFI. Dove sarà oggi quel copione? Venduto come il resto delle proprietà personali dell’attore? Chissà… se lo avessi saputo lo avrei acquistato come ricordo di un grande attore e di una grande attrice a cui in Italia sono state intitolate strade e scuole.

    Io di mio padre ho conservato molti ricordi, perfino i compassi e gli altri strumenti che usava alla facoltà di Ingegneria.

    Forse passato questo momento difficile tornerò a inviare i miei “biglietti”, magari proprio offrendo un accurato resoconto della impresa cinese di Charlton Heston, nel 1989 quando il mondo seguiva con apprensione la rivolta

    dei giovani in Piazza Tien-An-Men. Per ora ti saluto con un abbraccio e un grande bacio, sapendo che tu capisci il mio attuale stato d’animo e sarai in grado di spiegare perché per un po’ gli amici del Blog non leggeranno i miei biglietti.

    Ma queste righe, anche della mia vita privata, sei libera di trasferirla sul blog. Grazie

    Maria Russo Dixon

     

     
     
     
     
    Chère France,

    Malheureusement, je n'ai pas de bonnes nouvelles à te donner. J'ai passé ce week-end, aux Urgences de l'hôpital Universitaire Florentin, pour un malaise très sérieux de mon mari.
     
    Au début il semblait que ce soit une attaque cardiaque ou un accident vasculaire cérébral. Après 24 heures d'examens  approfondis, rien de négatif venant du coeur ou de la circulation sanguine,  heureusement. Mais le diagnostic final, après deux examens en profondeur de l'état du cerveau, a été très surprenant. À l'âge vénérable de 76 ans, ils ont découvert que mon mari souffre d'épilepsie. Comme Jules César, on peut dire, pour se consoler. Pourtant, César a eu une belle carrière et n'est pas mort de la maladie. Mais j'avais très peur et suis encore stressée. Aujourd'hui, l'épilepsie ne peut pas être guérie mais certainement tenue sous contrôle, avec  observation attentive du patient et avec la thérapie médicamenteuse précise.
     
    Donc tu peux comprendre pourquoi en ce moment, je n'ai pas un bon moral. 
     
    Le défaut de la biographie d'Eliot est qu'il ne s'est pas donné beaucoup de mal pour  entrer dans la vie privée de Chuck, et  la famille n'a pas beaucoup contribué. Il y a des pages et des pages sur la question NRA, des polémiques politiques, des affrontements personnels et des controverses surtout publiques, qui peuvent encore être facilement reconstitués grâce à Internet.
     
    Mais où sont les lettres de Chuck ? Pendant des années, il a maintenu une relation ouverte avec son fan club à travers des Newsletters personnellement écrites sur une machine à écrire commune qu'il emportait partout avec lui, aussi sur les plateaux et il reste des photographies.
     
     
     
    Lorsque vous essayez de reconstruire la vie d'une personnalité célèbre, que vous avez à faire une recherche minutieuse de la documentation la plus personnelle et intime, il ne suffit pas d'obtenir des interviews avec des journalistes de la presse écrite ou de la télévision.
     
    Et il nous dit maintenant, qu'Heston avait mis en place une sorte de réponses standards à donner dans les interviews. Les journalistes lui posaient  les mêmes questions et il donnait toujours les mêmes réponses. Le beau "Beejing Diary " dans lequel il raconte les essais, les relations humaines et la mise en scène chinoise du spectacle "Le Cain Mutiny Trial " n'est pas mentionné et c'est regrettable. Je comprends que ce n'est pas un livre facile à trouver, mais je l'ai trouvé à travers Amazon et la partie américaine de la famille. Alors que les affrontements  politiques depuis le début de sa carrière se trouvent dans un autre livre " From my cold, dead hands : Charlton Heston and American Politics " : thèse de doctorat d'Emilie Raymond, publié par l'University Press of Kentucky. Cela est également en ma possession et acheté sur Amazon. Quant à "Rua Alguem " Eliot n'a même pas essayé de voir le film sur You Tube, car il en parle dans une note, en définissant la participation de Chuck comme une sorte de "cameo".
     
    ( NDT: CAMEO : est l'apparition fugace dans un récit,  d'un acteur, d'une actrice, du réalisateur ou d'une personnalité, déjà célèbre.)

    From My Cold, Dead Hands: Charlton Heston and American Politics by [Raymond, Emilie]
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    Bien sûr, quand je faisais mes recherches pour reconstituer la vie artistique personnelle de trois acteurs italiens :  Adelaïde Ristori, Tommaso Salvini, et Ernesto Rossi dans leurs performances aux Etats-Unis dans la seconde moitié du XIXe siècle, j'ai traversé les plus grandes villes américaines et fouillé dans de nombreuses bibliothèques et archives. Ici, Chuck et son "serendipity" m'ont été utiles, bien que je ne l'ai découvert que récemment, puisque les biens de Chuck ont été vendus aux enchères. En Août 1984, après les théâtres et les bibliothèques à San Francisco, je pensais que même à Los Angeles, je pouvais trouver quelque chose.
     
    En tant que membre souscripteur de l'AFI, même si c'était le temps des congés, je m'adressais à la gentille secrétaire de l'AFI,  Jean Firstenberg, expliquant ce qu'il me fallait. Mrs Firstenberg m'a invitée à visiter le siège de l'AFI, vu que je venais de si loin. Le lendemain, elle m'a appelée à  l'hôtel pour me dire qu'elle allait mettre à ma disposition une pièce très rare. Un script pour Lady Macbeth transcrit à partir d'Adelaïde Ristori avec des notes intéressantes dans la marge. Après avoir expédié mon mari et mon fils à Disneyland, j'ai passé une journée complète à recopier soigneusement, les pages jaunies de ce vieux scénario, dans lequel l'actrice italienne avait également transcrit la prononciation anglaise de la Lady Macbeth de Shakespeare.
     
    Je fus très reconnaissante et j'étais convaincue que ce script faisait partie de la collection AFI rattachée à Los Angeles avec des fonds de l'Ahmason Theater. Ce n'était pas le cas. Ce script a été une partie de la collection de scripts shakespeariens de notre Chuck, exceptionnellement envoyé pour une seule journée à la bibliothèque AFI. Qu'est devenu ce script aujourd'hui ? Vendu comme le reste de la propriété personnelle de l'acteur ? Je me demande ... Si je l'avais su, je l'aurais acheté en souvenir d'un grand acteur et d'une grande actrice qui en Italie a son nom donné à des rues et des écoles.
     
    De mon père, j'ai gardé beaucoup de souvenirs, même les compas et autres outils utilisés dans la Faculté d'ingénierie.
     
    Peut-être quand ce moment difficile sera passé,  je reviendrai à mes "billets" et les enverrai, peut-être même en offrant un compte rendu soigné de l'entreprise chinoise de Charlton Heston, en 1989 quand le monde suivait avec appréhension la révolte des jeunes à Tien-An-Men.
     
    Pour l'instant, je te salue avec une étreinte et un gros bisou, sachant que tu comprends  mon état d'esprit actuel et tu es en mesure d'expliquer pourquoi pendant un certain temps les amis du blog ne pourront pas lire mes billets.
     
    Même  ces lignes, même ma vie privée, tu es libre de les transférer sur ton blog. merci

    AUTEURE : Maria Russo Dixon
  • THE OMEGA MAN : SYMBOLE ET REALITE

     

    Maria m'a transmis ce billet hier, suite à la rubrique que j'ai faite succinctement sur le film.

    Merci Chère Maria pour cette analyse et le parallèle que tu fais entre un film et une époque

    symbolique des années cruciales 68/73 et qui marquaient un tournant dans la carrière de notre

    grand Homme. 

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    "Perfetta analisi di uno di quei film che io definisco come "i film degli anni della lucidità" o meglio della maturità di un grande attore e un grande uomo di cinema. Perché i tre film che segnano un momento di profondo pessimismo dell'uomo Heston e della sua riflessione sul momento storico derivano da un incontro dell'intellettuale con dei romanzi che prospettano il degrado di un mondo che solo dieci anni prima, nell'era di Kennedy e dei diritti civili, sembrava aprirsi ad un futuro di pace e di serenità. "The omega man" raccoglie una fitta simbologia di stati d'animo riportati non solo dal film come arte visiva ma anche dalla tormentata colonna sonora. Nella prima parte l'estrema solitudine dell'ultimo uomo sopravvissuto all'apocalisse inizia con una struggente nostalgia della gioventù. il vagabondaggio in un mondo desertificato è accompagnato dalla colonna sonora di "A Summer Place" del 1959. Un film che ai suoi tempi scandalizzò gli americani insistendo sul versante sessuale dell'amore nelle nuove generazioni. Trohy Donahue e Sandra Dee impersonano la forza del desiderio e della passione tra i teenager del finire degli anni Cinquanta. A sottolineare la solitudine di Robert Neville ecco l'ingresso in una sala cinematografica completamente vuota che da due anni mostra l'evoluzione della generazione successiva raccolta a migliaia in quello che oltre ad un evento musicale, il raduno di Woodstock, è anche il simbolo di un cambiamento radicale della società americana. Neville ripete a memoria le battute provenienti dallo schermo. Ritroviamo la dimensione simbolica in un'altra forte contrapposizione, quella tra la luce e l'oscurità, che è parte stessa della trama. Neville non è esattamente l'uomo Omega, cioè l'ultimo uomo sulla terra, il Sopravvissuto, come vuole il titolo stesso del film . Altri esseri si muovono nella notte, fasciati e protetti dalla privazione della luce. La famiglia di Mathias diventa il contraltare di Neville, uomo della scienza , anche se non mostra di aver fatto buon uso della conoscenza scientifica. Per Mathias e i suoi il male è nato dall'uso quotidiano della scienza, dalla tecnologia che ha condotto la razza umana all'autodistruzione. E per questo l'ultimo uomo "delle Macchine" deve essere eliminato. Magari con un processo che imita i riti della inquisizione. L'imputato Neville si trasforma in un novello Galileo o Giordano Bruno e per lui si innalza di nuovo il rogo sul quale si distruggerà con il fuoco il corpo dell'eretico. E invece le "macchine" in senso letterale e simbolico si ripropongono continuamente, sino a che Neville incontrerà l'ultima comunità umana, a confermargli che non è lui l'ultimo sopravvissuto. Splendida la fuga in motocicletta tra dense ombre e improvvise lame di luce in uno stadio, luogo di tortura e di morte. Ambientazione profetica di quello che è già avvenuto in Grecia e sta per avvenire in Sud America. Anche in questo film il senso della storia è legato in modo impressionante al protagonista. E' una storia che si legge sui giornali o si vede in televisione. Ma noi ce ne accorgiamo solo ora, come solo ora speriamo insieme al morente Neville, che il suo sangue possa riportare alla civiltà quello sparuto gruppo di bambini e di giovani che vivono al di là della città desertificata. Ritorna ancora una volta la musica. Dobbiamo credere ad un "Happy End" quando le voci dei bambini si uniscono in un coro infantile. E' il coro dei bambini ancora non attaccati dal morbo che distrugge gli esseri umani a sfrecciare su una jeep guidata da un giovane vestito come i ragazzi di Woodstock? Forse dobbiamo fare un passo indietro e ricordare la raccomandazione con cui il Taylor del "Pianeta delle scimmie" saluta il giovane scimpanzé Lucius: " Non fidarti di chi ha più di trent'anni!". La salvezza pensa Heston/Neville arriverà dai giovani, dalle future generazioni che vivranno nella luce e fuggiranno il buio."

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    Analyse parfaite de l'un de ces films que j'appelle " les films des années de lucidité » ou plutôt de la maturité d'un grand acteur et un grand homme du cinéma. Parce que les trois films marquent un moment de profond pessimisme de l'homme Heston et sa réflexion sur la période  historique venue d'une rencontre intellectuelle avec les romans qui font face à la dégradation d'un monde qu'il y a seulement dix ans auparavant, à l'époque de Kennedy et les droits civils, semblait ouvert à un avenir de paix et de sérénité.

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    "The Omega Man " recueille un symbolisme dense des états d'âme montrés non seulement par le film comme un art visuel, mais aussi par la bande sonore tourmentée. Dans la première partie,  l'extrême solitude du dernier homme survivant à l'apocalypse errant dans un monde désertifié,  commence avec une nostalgie poignante de la jeunesse, il est accompagné par la BO du film "A Summer Place " (1959) (titre français "Ils n'ont que 20 ans".) Un film qui en son temps a choqué les Américains car il insistait sur le côté sexuel de l'amour dans les nouvelles générations, Trohy Donahue et Sandra Dee personnifiant la puissance du désir et de la passion chez les adolescents de la fin des années cinquante.

     

    Pour souligner la solitude de Robert Neville, voilà l'entrée d'une salle cinématographique  complètement vide depuis deux ans, montrant ce qui en plus d'être un événement musical, le rassemblement de Woodstock, l'évolution des générations à venir par milliers, c'est aussi le symbole d'un changement radical dans la société américaine.

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    Neville répète par cœur les propos venant de l'écran. Nous trouvons la dimension symbolique dans un autre fort contraste, celui entre la lumière et l'obscurité, qui fait partie de la même trame. Neville n'est pas exactement l'homme Omega, qui est le dernier homme sur terre, le survivant, comme indiqué par le titre même du film. D'autres êtres se déplacent dans la nuit, enveloppés et protégés contre la privation de lumière.

    La Famille de Mathias devient l'antithèse de Neville, un homme de science, même s'il ne montre pas qu'il a fait bon usage de ses connaissances scientifiques. Pour Mathias et les siens, le mal est né de l'usage quotidien de la science, de la technologie ce qui a mené la race humaine à l'autodestruction. Et pour cela, le dernier homme "des machines" doit être éliminé. Peut-être avec un processus qui imite les rites de l'Inquisition. Neville accusé, se transforme en un nouveau Galilée ou Giordano Bruno et nous voyons se lever à nouveau un bûcher sur lequel sera détruit par le feu,  le corps de l'hérétique. Mais les «machines» dans un sens littéral et symbolique se reproduisent sans cesse, jusqu'à ce que Neville rencontre la dernière communauté humaine, pour lui confirmer qu'il n'est pas le dernier survivant.

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    Merveilleuse évasion sur une moto entre les ombres denses et les projections brusques de lumière dans un stade, un lieu de torture et de mort. Décor prophétique de ce qui a déjà eu lieu en Grèce et est sur le point d'avoir lieu en Amérique du Sud. Dans ce film, le sens de l'Histoire est impressionnant, lié au protagoniste. C'est une histoire que nous lisons dans les journaux ou voyons à la télévision. A présent, nous nous rendons compte qu'il est seul maintenant, mais nous espérons uniquement avec Neville mourant, ce que son sang pourra apporter à la civilisation, ce petit groupe d'enfants et de jeunes vivant au-delà de la ville désertifiée.

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    La musique revient encore une fois. Nous devons croire en un "Happy End" lorsque les voix des enfants sont unies dans un choeur enfantin. Et " le chœur "des enfants pas encore attaqué par la maladie qui détruit les êtres humains, file sur une jeep conduite par un jeune homme vêtu comme les gars de Woodstock.

    Nous devrions peut-être prendre un peu de recul et nous rappeler la recommandation avec laquelle Taylor de Planet of the Apes " salue le jeune chimpanzé Lucius : " Ne fais pas confiance à ceux qui ont plus de trente ans. "

    Le salut, pense Heston/Neville, arrivera des jeunes, des générations futures qui vivront dans la lumière et qui fuiront l'obscurité."

    AUTEURE : Maria Russo Dixon

  • QUI FUT CHARLTON HESTON ? BILLET N° 14

     

    Merci Maria, pour ton commentaire que je place une fois de plus, dans la rubrique "LES BILLETS DE MARIA". Cela se justifie.

     

    Je ne pensais pas qu'en écrivant à la chaîne ARTE,  je te ferai réagir positivement en apportant une fois de plus, un éclairage qui confirme que la complexité de Chuck  n'a pas fini de nous intriguer et notre besoin d'en savoir plus est bien légitime, car il était un homme à la personnalité fascinante.

     

    Je souhaite, après que nous ayons consolidé nos arguments,  envoyer notre courrier à ARTE afin que leurs services concernés par le sujet,  puissent vraiment étudier notre proposition pour une thématique "CHARLTON HESTON ".

     

    La sortie du livre de Marc Eliot pourrait être un plus pour appuyer notre demande.

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    "Brava, brava France, la tua è stata un'idea davvero geniale e importantissima. La risposta su quale importanza abbia avuto la partecipazione di Charlton Heston ad un progetto come "My Father" avrebbe dovuta essere stata fornita dalla famiglia, soprattutto da Fraser beneficiato da suo padre di una casa di produzione tutta sua. O da Holly , i cui rapporti con un padre importante e forse difficile allo stesso tempo sono sicuramente segnati da un grande affetto e da una reciproca comprensione. Nel presentarmi a te e agli amici del blog ho cercato di spiegare come la ricerca della personalità vera di un attore non sia cosa semplice. Quando un attore smette di recitare? Quando sullo schermo o a teatro vive la vita di un altro essere umano, al contrario di quello che può apparire, soprattutto se la sua scelta artistica è nata da un rifiuto di memorie tormentate? Oppure quando davanti ad una pagina di un diario cala la maschera, sicuro che è in suo potere conservare o distruggere quella pagina? In tutta sincerità, ricostruendo la vita dell'uomo e dell'attore mi sono trovata di fronte a tante contraddizioni da farmi perdere molte delle sicurezze che avevo. Certo un gran signore, un uomo generoso e sostenuto dall'affetto di coloro che gli erano vicini. Ma è stato un uomo felice? Non lo so davvero.Nell'annuncio della malattia che lo aveva colpito afferma di avere vissuto una vita piena e a suo modo , "fortunata". Ma non si può sottovalutare la scelta di impersonare per la sua ultima recita Joseph Mengele, l'"Angelo della Morte" nella solitudine dell' esilio brasiliano, attorniato Nel presentarmi a te e agli amici del blog ho cercato di spiegare come la ricerca della personalità vera di un attore non sia cosa semplice.da persone spinte più da interesse personale che da un senso di comprensione per un uomo che sta vivendo gli ultimi giorni della sua vita. Già con la vicenda di Edward G. Robinson Chuck ha vissuto una esperienza analoga, in cui realtà e finzione si univano in attimi di profonda sofferenza, evidentissima in quell'ultima scena dell'addio alla vita o, come viene ben definita, di "ritorno a casa". Ho letto con attenzione e partecipazione, e a momenti con sofferenza, le pagine di "The Actor' Life".  Ho visât momenti di gioia e di dolore. Posso dire di aver risolto il "mistero" Charlton Heston? No e non so nemmeno se nel suo intimo l'autore di quel diario era Charlton Heston il divo o John Carter , il ragazzino di 13 anni a cui è stato imposto , non lo ha scelto di sua volontà, di cambiare la sua identità per adeguarsi a una comunità di benpensanti. Bisogna dire che l'inizio e la fine della sua vita sono decisamente avvolte da domande a cui è difficile trovare una risposta. Almeno, io di risposte non ne ho trovate."

    Maria Russo Dixon.

     

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    Bravo, bravo France, ton idée est vraiment brillante et très importante.

     

    La réponse sur  la participation de Charlton Heston à un projet comme " My Father ", quel qu'en soit l'importance,  aurait dû être fournie par la famille, surtout par Fraser qui a bénéficié de la part de son père de sa propre maison de production,  ou par Holly, dont les relations avec un père important, ont été sûrement marquées par une compréhension mutuelle et difficiles en même temps.

     

    En me présentant à toi et les amis du blog, j'ai essayé d'expliquer comment la recherche de la vraie personnalité d'un acteur n'est pas facile.

     

    Quand un acteur cesse t'il de jouer ? Lorsque sur l'écran ou sur la scène il vit  la vie d'un autre être humain,  contrairement à ce qu'il peut laisser paraître,  surtout si son choix artistique découle d'un rejet de souvenirs tourmentés ? Ou, quand devant une page de " son journal " il tombe le masque, assuré qu'il est en son pouvoir de conserver ou détruire cette page ?

     

    En toute sincérité, en reconstruisant la vie de l'homme et de l'acteur, je me suis trouvée devant beaucoup de contradictions à me faire perdre beaucoup des certitudes que j'avais. Certes, un grand monsieur, un homme généreux et soutenu par l'affection de ceux qui étaient près de lui. Mais était-il un homme heureux ? Je ne sais pas vraiment.

     

    Dans l'annonce de la maladie qui l'a frappé, il prétendait avoir vécu une vie pleine et à sa manière, "chanceuse". Mais tu ne peux pas sous-estimer le choix qu'il a fait d'interpréter pour sa dernière performance Joseph Mengele, l ' «Ange de la Mort",  entouré de la «solitude brésilienne" de l'exil.  En le présentant moi-même pour toi et les amis du blog, j'ai essayé d'expliquer  comment la recherche de la vraie personnalité d'un acteur n'est pas facile, cela n'intéresse pas des gens plus animés par des soucis d'intérêts personnels que par un sentiment de compréhension pour un homme qui vit les derniers jours de sa vie.

     

    Déjà avec l'histoire d'Edward G. Robinson, Chuck avait vécu une expérience similaire dans laquelle réalité et fiction sont liées dans les moments de souffrance profonde, évidente dans cette dernière scène d'adieu à la vie, ou " retour à la maison ", comme c'est bien défini dans le film. J'ai lu avec attention et participation, et parfois douloureusement, les pages de  "Actor's Life ". 

     

    J'ai vécu des moments de joie et de tristesse. Est-ce que je peux dire que j'ai  résolu le " mystère " Charlton Heston ? Non, et je ne sais pas si dans son cœur l'auteur du journal a été la vedette Charlton Heston ou John Carter le gamin de 13 ans auquel il a été imposé de changer son identité pour s'adapter à une communauté de bien-pensants, il ne l'avait pas choisi de sa propre volonté. Il faut dire que le début et la fin de sa vie sont définitivement enveloppés de questions auxquelles il est difficile de trouver une réponse. Au moins, je ne réponds pas, je n'en ai pas trouvé.

     

    AUTEURE : Maria Russo Dixon.

  • CACHER CHARLTON HESTON.... BILLET N° 13B - partie 2

     

    Maria a envoyé un supplément à son billet N°13. En voici donc la teneur.

    Si certains doutaient encore de la générosité de Charlton Heston, ils en seront pour leurs frais ! Et oui ! Charlton Heston était un humaniste.

    Merci une fois encore Chère Maria.

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    Grazie France,

    da aggiungere una cosa. La partecipazione di Chuck al movimento per i diritti civili non cominciò nel 1963 ma un anno prima. In Alabama nel 1962, quando sollecitato dal suo amico di sempre Jolly West un medico che in quei tempi lavorava appunto in Alabama. Puoi ritrovare la foto che lo ritrae con il cartello “All men are created  equal” davanti all’insegna di una caffetteria . Era un luogo pubblico segregato, limitato ai soli bianchi. Un uomo di colore sfidò il principio di discriminazione ed entrò nella caffetteria. Fu trascinato via dalla polizia . Il caso fece un po’ di rumore e Jolly West organizzò una piccola dimostrazione a favore dei neri d’America. Chiese a Chuck di parteciparvi per attirare l’attenzione di stampa e televisione. Con la generosità che lo distingueva Chuck accettò, in un momento in cui la presenza di un attore in una pubblica protesta non era affatto di moda. La storia è raccontata nel “Diario” e spero che Marc Elliot abbia letto quel libro con attenzione. La vicenda della piccola caffetteria è riprodotto proprio in Mississipi Burning , ma al contrario, se ricordo bene. I due agenti federali bianchi vanno a sedersi nella parte riservata ai clienti di colore.

    Ordinato attraverso Kindle anche io dovrei ricevere la biografia a metà marzo. Come ogni essere umano Chuck ha avuto i suoi alti e bassi nella vita, ma tutti dovrebbero ricordarlo nella sua interpretazione di “Rua Algulem” , ancora un esempio della sua generosità affidandosi per l’ultimo film della sua vita , e ne era cosciente, ad un giovane e sconosciuto regista italiano. Rivedo quel film e spesso mi chiedo cosa voleva dirci. La disperazione di un uomo che sa di essere alla fine dei suoi giorni? Di un padre che sa di non poter contare sull’ultimo abbraccio di suo figlio? Mengele era definito “L’Angelo della morte “ e in “The omega man” questo è il nome che Mathias e la sua famiglia da a Neville, l’ultimo uomo sulla terra.

    Per quanto riguarda coloro che si autodefiniscono “intellettuali “, bisogna dire che Heston ha attirato l’attenzione di numerosi intellettuali, soprattutto in Francia . Un libro di Edgard Morin dedicato agli attori come figure iconiche ha in copertina proprio Chuck. Per gli imbecilli è inutile lottare. Guerra persa. Un proverbio di Firenze dice che la madre dei cretini è sempre incinta. Il cretino è inguaribile purtroppo indistruttibile.

    Qui ancora niente primavera e stiamo tutti “quasi” bene.

    Un bacio e un abbraccio

    Maria 

     

     

    Merci France,
    J'ajouterai  une chose. La participation de Chuck dans le mouvement pour les droits civiques n'a pas commencé en 1963, mais un an auparavant.

    En Alabama, en 1962, lorsque poussé par son ami de toujours, Jolly West un médecin qui, justement à cette époque travaillait en Alabama. Tu peux trouver la photo qui le montre avec le signe "ALL MEN ARE CREATED EQUAL"  à l'extérieur d'un café. C'était un lieu public distinct, réservé aux seuls blancs.

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    Un homme noir a contesté le principe de la discrimination et est entré dans le café. Il a été emmené de force par la police. L'affaire a fait un peu de bruit et le Dr Jolly West a organisé une petite manifestation en faveur des Noirs en Amérique. Il a demandé à Chuck de participer afin d'attirer l'attention de la presse et de  la télévision. Avec la générosité qui distinguait Chuck, il accepta, à un moment où la présence d'un acteur dans une manifestation publique n'était pas du tout à la mode.

    L'histoire est racontée dans le "Journal" et j'espère que Marc Elliot a lu le livre attentivement. L'évènement de la petite cafétéria est vraiment reproduit  dans  Mississippi Burning, mais à l'inverse, si je me souviens bien, les deux agents fédéraux  blancs, vont s'asseoir dans l'espace réservé aux clients de couleurs.


    J'ai commandé par le biais de Kindle la biographie que je  devrais recevoir à la mi-Mars. Comme tout être humain Chuck a connu des hauts et des bas dans la vie, mais tout le monde devrait se rappeler de son interprétation dans  "Rua Algulem", un autre exemple de sa générosité en plaçant sa confiance pour le dernier film de sa vie, et il en était conscient, en un jeune et inconnu réalisateur italien. Je revois le film et je me demande souvent ce qu'il voulait nous dire. Le désespoir d'un homme qui sait qu'il est à la fin de ses jours ? D'un père qui sait qu'il ne peut pas compter sur la dernière étreinte de son fils ? Mengele a été appelé  "l'Ange de la mort» et  dans «The Omega Man" c'est le nom que Mathias et sa famille donnent à Neville, le dernier homme sur terre.


    Quant à ceux qui se disent «intellectuels», il faut dire que Heston a attiré l'attention de nombreux intellectuels, en particulier en France. Un livre  écrit par Edgard Morin dédié aux acteurs comme des figures emblématiques, a Chuck sur sa propre couverture. Pour les imbéciles il est inutile de lutter, la guerre est perdue d'avance. Un proverbe de Florence dit que la mère de crétins  est toujours enceinte. La crétinerie est incurable et malheureusement indestructible.

    Auteure : Maria Russo Dixon

    Traductrice : France Darnell