Ok

En poursuivant votre navigation sur ce site, vous acceptez l'utilisation de cookies. Ces derniers assurent le bon fonctionnement de nos services. En savoir plus.

LES BILLETS DE MARIA R-D. - Page 3

  • L'INTERVIEW CENSUREE DE CHUCK : "LES HAUTS ET LES BAS : au cinéma et dans la vie" - troisième partie

    La traduction et la publication en plusieurs parties de cette interview de Chuck par deux journalistes en 1972, est du pain béni au moment où nous découvrons les "critiques acerbes" du journaliste Graham Daseler qui n'a pas la dent assez dure pour définir Charlton Heston. 

    Dans cette partie, nous découvrons la sensibilité et la lucidité de notre grand homme. Nous sommes loin du "bloc de marbre de Carrare" auquel Daseler le compare. 

    Chère Maria, merci pour le bon travail que tu partages avec nous. 

     

    KEITH HOWES.JPG

     TERZA PARTE "Alti e bassi: nel cinema e nella vita"

    (Uno dei due giornalisti interviene sottolineando come a partire dalla fine degli anni Sessanta i personaggi interpretati dall’attore siano apparsi sempre più freddi e delusi)

    « Sì, è vero. Considerando ad esempio “Planet of the Apes” il protagonista sembra odiare sé stesso ed è tanto deluso dell’umanità da desiderare di fuggirla abbandonando i suoi contemporanei mostrando per loro e per sé un profondo disprezzo. Al contrario si trova ad essere su un pianeta sconosciuto l’unico esemplare che può difendere il primato della razza umana,  un’ironia che sembra essere sfuggita a molti degli spettatori, coinvolti dalla stranezza di un mondo abitato da scimmie.

    Così anche in questo film che sto realizzando il poliziotto Thorn,(nome scelto da me) è come ho detto un uomo alienato nel mondo in cui si trova a vivere, ma non è l’unico, lo sono tutti. Nell’evolversi della vicenda entra il desiderio profondo della ricerca della redenzione. Lui, come ho detto, si trova in una situazione privilegiata  e la presenza di Edward G. Robinson lo porta ad esprimere finalmente un senso di partecipazione. Riesce a dire “ Ti amo” sia a Sol, oramai morente, che per un'unica volta alla ragazza-aredamento lasciando l’appartamento, dopo aver più volte condiviso il suo letto . Spero quindi che si intraveda l’ intero ordito del film . Altrettanto si potrebbe dire di “The Naked Jungle” e di “Pro”. In quest’ultimo caso il mio personaggio è un uomo disperato, incapace di vincere la sua disperazione e  assumere un atteggiamento più positivo.

    Non credo di essere un uomo freddo, piuttosto forse molto riservato. Certo ho provato a tenere a distanza molte persone, per quanto è possibile. Il che deriva dall’essere stato per più di venti anni una figura pubblica, che ha cercato di salvare per quanto ha potuto la sua vita privata, pur essendo cosciente che un personaggio pubblico ha in qualche modo il dovere di condividere parte della sua esistenza con gli altri. Ciò mi ha imposto la creazione di una situazione in cui l’uomo privato deve saper conservare la sua privacy in una condizione di pubblica esistenza. E si guarda alla propria privacy non come ad un diritto naturale, come per ogni altro uomo, ma come qualcosa che devo disperatamente preservare. Trovare il mezzo per ripristinare la tua vita privata , cosa che deve essere ricercata e difesa. Ma questo costringe a mantenere una certa distanza dagli altri. A volte si prova come una forma di stanchezza  nel vivere dei rapporti occasionali con chi mi circonda. Ma come ho detto io rimango una persona pubblica e questo da agli altri il diritto di consumare me stesso appunto come una persona pubblica in tutte le occasioni quotidiane: al ristorante,  per strada, a un semaforo o al cinema.

    Ho spiegato ai miei figli che il loro padre non ha potuto e non potrà accompagnarli ad esempio a Disneyland, come fanno gli altri padri. Però loro hanno goduto di altri privilegi, come conoscere paesi stranieri e lingue straniere e magari vedere il loro padre conquistare la città di Valencia. E loro lo hanno capito. E’ la condizione della mia vita. E comunque sanno che la gente “consuma” la mia persona al di là delle mie performances. Insomma la mia vita è quella di una persona pubblica e non c’è altro da fare. Questo avviene ovunque io mi trovi.

    E’ in effetti una cosa ridicola sentir parlare dei diritti individuali in questo momento, pensare che ognuno è libero di fare quello che gli pare o, come dire, libero di “cantare la propria canzone”. Nel mondo in cui viviamo c’è sempre meno spazio per seguire la propria strada e fare quello che davvero desidera fare....

    signature_1.gif

    IMG_0404 (1)-001.JPG

    (Charlton Heston restaurant ALFREDO de Rome ) photo envoyée par Maria.

    SUITE

    (L'un des deux journalistes intervient, soulignant qu'à la fin des années 1960 les personnages joués par l'acteur sont devenus de plus en plus froids et déçus)

    ... «Oui, c'est vrai. Considérant, par exemple, " La Planète des singes", le protagoniste semble se détester et est tellement déçu par l'humanité qu'il veut lui échapper en abandonnant ses contemporains, leur montrant un profond mépris pour eux. Au contraire, il est sur une planète inconnue,  le seul exemplaire qui puisse défendre la primauté de l'espèce humaine, une ironie qui semble avoir échappé à beaucoup de spectateurs, impliqués dans l'étrangeté d'un monde peuplé de singes. Donc, même dans ce film (NDT : Soylent Green), je fais le flic Thorn, (le nom que j'ai choisi), c'est comme si je disais qu'il est un homme aliéné dans le monde où il vit, mais il n'est pas le seul, c'est tout. Dans l'évolution de l'histoire vient le désir profond de rédemption. Comme je l'ai dit, il est dans une situation privilégiée et la présence d'Edward G. Robinson l'amène à exprimer enfin un sentiment de participation. Il est capable de dire "je t'aime" à Sol mourant, et une  seule fois au jardin des filles en quittant l'appartement après avoir partagé son lit plusieurs fois. J'espère que vous voyez toute la trame du film. De même, vous pourriez le dire pour  "The Naked Jungle" et "Pro". Dans ce dernier cas, mon personnage est un homme désespéré, incapable de surmonter son désespoir et d'adopter une attitude plus positive.

    NDT : je rappelle que Chuck tourne SOYLENT GREEN durant cette interview

    PDVD_033.gif

    (Thorn dans SOYLENT GREEN)

    Je ne pense pas que je sois un homme froid, peut-être plutôt très réservé. Bien sûr, j'ai essayé de garder beaucoup de personnes à distance, autant que possible. Cela est dû au fait d'être un personnage public depuis plus de vingt ans, qui a essayé de sauver autant que possible sa vie privée, bien qu'il soit conscient qu'un personnage public a en quelque sorte le devoir de partager une partie de sa vie avec les autres. 

    Cela m'a conduit à créer une situation dans laquelle un homme privé doit être capable de conserver son intimité dans un état de vie publique. Et vous ne considérez pas votre vie privée comme un droit naturel, comme n'importe quel autre homme, mais comme quelque chose que j'ai désespérément besoin de préserver. Trouver les moyens de préserver votre vie privée, c'est ce qui doit être recherché et défendu. Mais cela vous force à rester à distance des autres. Parfois, cela se révèle être une forme de fatigue à vivre des relations occasionnelles avec ceux qui m'entourent. Mais comme je l'ai dit, je reste une personne publique et cela donne à d'autres le droit de me "consommer" comme une personne publique en toutes occasions : au restaurant, dans la rue, au feu rouge ou au cinéma.

    J'ai expliqué à mes enfants que leur père n'a pas pu ou ne pouvait pas les accompagner, par exemple, à Disneyland, comme les autres pères. Mais ils ont bénéficié d'autres privilèges, tels que la connaissance des pays étrangers et des langues étrangères et peut-être voir leur père conquérir la ville de Valence. Et ils l'ont compris. C'est la condition de ma vie. Et ils savent que les gens "consomment" ma personne au-delà de mes performances. Bref, ma vie est celle d'une personne publique et il n'y a rien d'autre à faire. C'est là que je me trouve.

    C'est en fait une chose ridicule d'entendre parler des droits individuels en ce moment, de penser que tout le monde est libre de faire ce qu'il veut ou, disons, de "chanter sa propre chanson". Dans le monde où nous vivons, il y a de moins en moins d'espace pour suivre votre propre chemin et faire ce que vous voulez vraiment faire...

     

    signature_3.gif

    A SUIVRE...

  • L'INTERVIEW CENSUREE DE CHUCK : " MES PERSONNAGES ET MOI " (deuxième partie)

    Suite de l'interview de Charlton Heston, par Keith Howes. 

    Dans cette partie de l'interview, Charlton Heston parle de sa proximité avec les personnages qu'il a interprétés. KEITH HOWES.JPG

    (Keith Howes)

    SECONDA PARTE : Io e i miei personaggi"

     

    .. Il  mio personaggio (in questo film) è un poliziotto alienato che non prova empatia per quello che succede intorno a lui. Entrando in una chiesa, vede il corpo di una giovane donna morta. Al suo polso è legato con una corda un bambino in lacrime. Il mio personaggio non si da affatto pena; si accerta che la donna sia davvero morta, prende in braccio il bambino come un fagotto e con indifferenza lo consegna alla prima persona che incontra in chiesa, senza nessuna reazione emotiva. E’ un effetto collaterale rispetto alla situazione da me descritta. Il poliziotto tratta l’evento come un qualunque caso di ordine pubblico, come la rimozione di un oggetto che ingombra la pulizia stradale.

    La capacità di mostrare sensibilità verso altri esseri umani è possibile colo se il numero di individui rimane limitato. SE siamo, ad esempio, solo noi due a sedere su un divano, io mi preoccuperò del suo benessere: chiuderò la porta se c’è freddo, le offro qualcosa da bere.. Ma se a sedere sullo stesso divano siamo in 25 allora ognuno si preoccuperà di se stesso e  di assicurarsi il suo spazio vitale…

    (Uno dei due giornalisti rievoca per Heston alcuni dei suoi personaggi in film come “The Naked Jungle”, “Master of the Islands” o “Diamond Head”)

    …Certo sono questi i personaggi duri ed insensibili che mia moglie chiama “gli eroi carogna” e che a volte ritornano nella mia carriera di attore. Ma numericamente sono di più tra i personaggi che ho interpretato  quelli che risentono fortemente di un senso di responsabilità, come Il Cid, o Thomas Jefferson o Thomas Moore. Naturalmente un attore può interpretare solo i personaggi che gli vengono offerti. A differenza di un pittore o di un altro artista, un attore deve approfittare delle occasioni che gli si presentano cioè dei film che qualcuno è disposto a finanziare. Effettivamente due terzi dei personaggi che ho interpretato dotati di un considerevole senso di responsabilità, come appunto Sir Thomas Moore o Il Cid, secondo la mia opinione uno degli uomini nella Storia e nella Leggenda medievale. Ma oggi la responsabilità individuale appare in declino mentre vive nella maggioranza dei personaggi da me interpretati. Anche nel personaggio di Will Penny, un povero cow boy analfabeta che pure sente il dovere di trovare riparo alle mandrie durante una tempesta di neve. Per due volte ho interpretato il personaggio di Antonio nel “Giulio Cesare” di Shakespeare. Ed anche in quel testo Shakespeariano Antonio sente il peso della responsabilità verso i suoi concittadini dopo la morte di Cesare.

    In “Antonio e Cleopatra” la questione è certamente diversa. Guidato dalla passione Antonio perde il senso di responsabilità, come dice mia moglie, questi personaggi con forte senso di responsabilità, sono uomini duri e severi. Ma se la passione interferisce, come per Antonio. E Antonio che pure avrebbe tutti i numeri per diventare uno dei grandi imperatori, come Cesare o Augusto o Adriano cede al piacere fisico. Ma la tragica colpa del personaggio di Antonio è l’incapacità di resistere alla passione e tuttavia rimane uno dei grandi personaggi della tragedia Shakespeariana. Uno di quei grandi personaggi con cui ogni attore dovrebbe cimentarsi. Per quattro volte, due in Televisione una in cinema e una sulla scena, ho interpretato Antonio. E i personaggi di Shakespeare sono sempre più grandi della normalità e ben potrebbero gli attori americani avvicinarsi scegliendo tra i personaggi di Shakespeare quelli che meglio si adattano a loro. Nel mio caso Antonio e mai penserei di interpretare Amleto che non si adatta affatto alla mia personalità, come invece nel caso di Macbeth, che sento a me più vicino….

    signature_2.gif

    PDVD_033.jpg

    «... Mon personnage (dans ce film) est un policier extraterrestre qui ne ressent pas d'empathie pour ce qui se passe autour de lui. Entrant dans une église, il voit le corps d'une jeune femme morte. Au bout d'une corde attachée à son poignet, il y a un enfant en larmes. Mon personnage n'éprouve pas de peine ; il se rend compte que la femme est vraiment morte, il prend l'enfant comme un paquet et le remet indifféremment à la première personne qu'il rencontre dans l'église, sans aucune réaction émotionnelle. C'est un effet secondaire à la situation que j'ai décrite. Le policier traite l'événement comme un cas d'ordre public, tel que l'enlèvement d'un objet qui entrave le nettoyage de la route.

     La capacité de montrer sa sensibilité à d'autres êtres humains est possible si le nombre d'individus reste limité . Si nous sommes, par exemple, seuls assis sur un canapé, je m'inquiéterai de ton bien-être : je fermerai la porte s'il fait froid, je t'offrirai quelque chose à boire ...Mais si nous sommes 25 assis sur le même divan,  alors chacun se souciera de lui-même et sécurisera son espace de vie ...»

    (L'un des deux journalistes se souvient d'Heston pour certains de ses personnages dans des films tels que "The Naked Jungle", "Maître des îles" ou "Diamond Head").

    « ... Ce sont certainement des personnages durs et insensibles que ma femme appelle "héros salauds " et qui reviennent parfois dans ma carrière d'acteur. Mais numériquement, je suis plus près des personnages que j'ai interprétés, ceux qui sont fortement imprégnés par un sens des responsabilités, tels que Le Cid, ou Thomas Jefferson ou Thomas Moore. Bien sûr, un acteur ne peut interpréter que les caractères qui lui sont offerts. Contrairement à un peintre ou un autre artiste, un acteur doit profiter des opportunités qui s'offrent à lui,  pour les films que quelqu'un est prêt à financer. En fait, les deux tiers des personnages que j'ai joués avaient un sens considérable des responsabilités, tels que Sir Thomas Moore ou Le Cid, ce sont des hommes de l'Histoire et de la légende médiévale. Mais aujourd'hui, la responsabilité individuelle semble être sur le déclin alors qu'elle était vive dans la majorité des personnages que j'ai interprétés. Ainsi,  même le personnage de Will Penny, un pauvre cow-boy analphabète, ressent le besoin de trouver un abri pour les troupeaux pendant une tempête de neige.

    vlcsnap-00080.jpg

     Deux fois j'ai joué le personnage d'Antoine dans " JULES CESAR " de Shakespeare. Et même dans ce texte de Shakespeare, Antoine ressent le poids de la responsabilité envers ses concitoyens après la mort de César. Dans "Antoine et Cléopâtre", la question est certainement différente. Guidé par la passion, Antoine perd le sens des responsabilités — comme le dit ma femme — ces personnages avec un fort sens des responsabilités sont des hommes durs et sévères. Mais si la passion interfère, comme pour Antoine qui avait toutes les capacités pour devenir l'un des grands empereurs, tels que César ou Auguste ou Adrien, il s'abandonne au plaisir physique, mais l'erreur tragique du personnage d'Antoine est l'incapacité de résister à la passion et pourtant il reste l'un des grands personnages de la tragédie shakespearienne. Un de ces grands personnages que chaque acteur devrait essayer d'interpréter. Quatre fois  j'ai joué Antoine, deux à la télévision, une au cinéma et l'autre sur la scène. Et les personnages de Shakespeare sont plus grands que nature, les acteurs américains pourraient s'en rapprocher en choisissant les personnages de Shakespeare qui leur conviennent le mieux. Dans mon cas c'est Antoine et,  je ne penserai jamais à jouer Hamlet qui ne correspond pas du tout à ma personnalité, alors que dans le cas de Macbeth, je le sens plus proche de moi ...»

     

    signature_3.gif

    A SUIVRE...

    antoine et cléopatre.jpg

    AUTEURE : Maria Russo Dixon

  • L'INTERVIEW CENSUREE DE CHUCK : LA SURPOPULATION (1ère partie)

    Maria a décidé de traduire l'interview "censurée " de Charlton Heston. 

    Vous pouvez retrouver les videos sur la présentation et l'interview par Keith Howes en 1972,  sur YOU TUBE et sur le blog. Je les ai présentées récemment sous le titre " préambule de Maria ".

    A la lecture de cette première partie, je suis d'ores et déjà dans l'interrogation sur la complexité de Charlton Heston et sur les choix qui seront les siens une vingtaine d'années plus tard.

    Mais il est trop tôt pour moi d'en parler, j'attends la suite de la traduction de Maria que je remercie une fois de plus pour le magnifique travail qu'elle effectue pour le blog afin de  porter à notre connaissance des éléments de la vie de Chuck que nous ne connaissons pas forcément. 

    KEITH HOWES.JPG

    (Keith Howes)

    Intervista del 1972 Prima parte "La sovrappopolazione"

    <<  Mi è capitato di avere un incontro con il docente di letteratura inglese moderna di mio figlio Fraser, in particolare suo docente relativamente a William Shakespeare. Ho rilevato che gli studenti della classe sembravano particolarmente numerosi. L’insegnante mi ha risposto che 21 studenti per classe sono un numero standard nella scuola di oggi. E anzi lui provava sollievo dopo essere stato nell’anno precedente nella scuola pubblica, precisamente nel Beverly Hills Public School, dove alcuni alunni dovevano contentarsi di posti in piedi, tale l’affollamento. Inoltre la scuola, una delle migliori, era costretta a seguire un orario di doppi turni per accontentare tutte le richieste. Non c’è quindi da meravigliarsi se gli studenti di oggi, dato il sistema scolastico, finiscano gli anni di scuola con una preparazione davvero scarsa e senza sapere molto. Le scuole sono dotare di strumenti tecnologici, che però, invece di aiutare gli studenti finiscono solo col coprire il problema della scarsa preparazione, invece di risolverlo. E’ come se un malato di varicella si coprisse il viso con uno strato di fondotinta. Si nascondono i difetti della pelle, ma non si guarisce la malattia. Il problema vero è la sovrappopolazione, problema ignorato dai più, e per il quale documentari televisivi o programmi illustrativi non vengono recepiti. Qualche anno fa un film come “Growth Population Zero” cercò di trattare questo argomento, ma quel film con Oliver Reed non raggiunse l’obiettivo ( in quel momento  Heston sta finendo di girare invece Soylent Green – n.d.t.) Un film come quello con Oliver Reed finisce con l’essere controproducente. I personaggi sembra predichino l’un l’altro sull’argomento, ben vestiti e inseriti in ambienti più che decorosi non trasmettono quello che è il problema vero di un mondo sovraffollato. Anzi, chiacchierando tra di loro non realizzano che anche loro sono una componente di quel sovraffollamento, non venendo in contatto con la disperazione di coloro che vivono al di fuori del loro mondo.

    Al contrario di Growth Population Zero noi eravamo determinati a fare un film che mostrasse sullo schermo la disperazione di un mondo sovrappopolato in cui però i personaggi non fossero consapevoli delle loro disgraziate condizioni di vita.

    La caratteristica dell’essere umano è la sua straordinaria adattabilità. Per paradosso ad esempio i bambini che si trovarono a nascere nei campi di concentramento non provavano l’istinto di lamentarsi per le loro condizioni, abituati al loro misero piatto di zuppa di radici con qualche isolato pezzo di patata. Per loro la quotidianità della vita è quella, ogni giorno. E così i nostri personaggi accettano il terribile sovraffollamento di una metropoli come una quotidianità di cui non si lamentano. C’è chi vive trascinando a mano dietro di sé i loro pochi beni in uno scatolo o un contenitore, chi si adatta a vivere in vecchie macchine abbandonate lungo i marciapiedi a cui hanno aggiunto sul tetto un piccolo tubo per eliminare i fumi dei loro miseri fornelli. Thorn, il mio personaggio, non si ribella contro la realtà in cui si trova a vivere, anzi è più fortunato di altri. Ha il privilegio di condividere un piccolissimo appartamento  con un vecchietto, Sol, che ricorda ancora il mondo di una volta. Ne parla continuamente. Mentre il nostro protagonista è costretto a radersi la mattina con una lametta usata che è costretto a nascondere subito nel portafogli perché non gli venga portata via e a raccogliere in una tazza le gocce d’acqua residue per non dover immediatamente uscire di casa per rifornirsi di altra acqua.

    Intanto il vecchietto continua a descrivere un mondo in cui si poteva acquistare carne fresca, insalata e perfino qualche uovo. Il protagonista non presta molta attenzione a quelle chiacchiere e continua a vivere una vita assurda contento del privilegio di un miniappartamento. La parola “insalata” a lui non dice niente. Non l’ha mai vista, anche se sa di cosa si tratta. Così quando il suo superiore nel distretto di polizia dove lavora gli chiede di descrivere la ragazza che sta interrogando a proposito di un delitto avvenuto tra l’elite di quel mondo misero, Thorn dice che ha due seni come pompelmi. Il suo collega ribatte che quel paragone non regge, lui non ha mai visto dei pompelmi. Ironico Thorn dice che l’altro però non ha visto la ragazza.

    In una situazione di sovraffollamento in effetti la gente non si pone il problema della realtà in cui vive. Anche perché la vita di tutti è limitata all’estremo, a loro basta la ricerca di un posto dove dormire, di una misera razione d’acqua e di una forma di cibo che permetta la sopravvivenza, il soylent nei suoi vari colori, né ha bisogno di danaro perché non ci sono merci da acquistare se non disastrati utensili di plastica di cui sono pieni i mercatini, come quello messo in piedi sul set.

    Il mio personaggio è un poliziotto disperatamente sovraffaticato dal superlavoro, e che tuttavia cerca di fare il meglio che può dato quel po’ di senso di responsabilità che ancora ha. Il suo boss considera l’indagine  una perdita di tempo, anche se ha un possibile indiziato che da due giorni sta cercando di interrogare. Ma il suo capo gli ripete quanto inutile sia il suo sforzo. In quei due giorni in città ci sono stati 3470 altri casi di omicidio che verranno tutti archiviati, come il caso sul quale Thorn si sta dando da fare.

    In effetti si può dire che le caratteristiche di un sovraffollamento generale sono già presenti, solo la gente non sembra vederle.

    Ho parlato con dei poliziotti di oggi, che lamentano gli stessi problemi di sovraffaticamento e di superficialità nel lavoro. Non si riesce a venire anche oggi a capo di molte indagini per mancanza di tempo.

    Conseguenza di una società sovrappopolata come quella che sta crescendo oggi è lo scoppio di casi di violenza irrazionale . Uno scienziato ha condotto un esperimento interessante su una comunità di topi. Sino a che il numero di bestiole   non supera i 100esemplari, la convivenza è pacifica , ma se il numero aumenta di 3 o 4 volte, diciamo 300 o 400 animali costretti nello stesso spazio si verifica un aumento generale dell’intolleranza tra individui, aumenta la reciproca aggressività sino a raggiungere casi di uccisioni, cannibalismo, psicosi, ansia e irregolare comportamento sessuale. Questo è stato scientificamente dimostrato.

    Oggi si sta appunto spargendo una forma di alienazione e di insensibilità generalizzate tra le persone. Recente il caso di un professore della Columbia University, ucciso in strada da un gruppo criminale davanti agli occhi dei passanti e senza che questi facessero niente per fermarli. O il recente caso di Kitty Genovese. Una ragazza uccisa all’interno del cortile di casa, cortile sul quale si aprivano molte finestre. La donna ha cercato per 20 minuti di sottrarsi al suo assassino armato di coltello, nascondendosi dietro le automobili parcheggiate nel cortile. I suoi coinquilini hanno assistito alla scena senza nemmeno pensare di prestare aiuto, rimanendo immobili alle finestre. Questo è un caso tipico di alienazione tra gli esseri umani, una dimostrazione di totale indifferenza….>>

    Maria Russo

    CHARLTON HESTON AT A CONGRESSIONAL HEARING IN 1961.jpg

    « Il m'est arrivé de rencontrer les professeurs de mon fils Fraser, en particulier son professeur de littérature anglaise moderne,  à propos de William Shakespeare. J'ai trouvé que les étudiants de la classe semblaient particulièrement nombreux. L'enseignant a répondu que 21 élèves par classe est un nombre standard dans l'école d'aujourd'hui. En fait, il éprouvait un certain soulagement après avoir enseigné à l'école publique l'année précédente, précisément à l'école publique de Beverly Hills, où certains étudiants devant l'affluence, devaient se contenter de se tenir debout. De plus, l'école, l'une des meilleures, a été contrainte de suivre un horaire en deux équipes pour satisfaire toutes les demandes. Il n'est donc pas surprenant que les étudiants d'aujourd'hui, compte tenu du système scolaire, finissent leurs études avec une préparation très insuffisante et sans trop de connaissances.

    Les écoles sont équipées d'outils technologiques, mais cependant, au lieu d'aider les élèves ils finissent seulement par recouvrir les problèmes à cause d'une préparation insuffisante au lieu de les résoudre. C'est comme si un homme qui a la varicelle couvrait son visage d'une couche de fond de teint. Les défauts de la peau sont cachés, mais la maladie n'est pas guérie. Le vrai problème est la surpopulation, le problème étant ignoré par la plupart et pour lesquels les documentaires télévisés ou les programmes illustratifs ne sont pas repris.

     Il y a quelques temps, un film comme «Growth Population Zero» (en français " population zéro "  a essayé de traiter ce sujet, mais ce film avec Oliver Reed n'a pas atteint son but  (à cette époque Heston est sur le point de tourner Soylent Green - ndt) Un film comme celui avec Oliver Reed a fini par être contreproductif. Les personnages semblent parler mutuellement sur le sujet, bien habillés et insérés dans des cadres plus que décents, mais ils ne véhiculent pas le vrai problème d'un monde surpeuplé.  En effet, à discuter les uns avec les autres ils ne se rendent pas compte qu'ils sont eux aussi une composante de cette surpopulation, n'entrant pas en contact avec le désespoir de ceux qui vivent en dehors de leur monde.

     Contrairement à " Growth Population Zero ", nous étions déterminés à faire un film montrant le désespoir d'un monde surpeuplé dans lequel les personnages n'étaient pas conscients de leurs conditions de vie misérables. La caractéristique de l'être humain est son adaptabilité extraordinaire.

    Paradoxalement, par exemple, les enfants nés dans les camps de concentration ne ressentaient pas l'instinct de se plaindre de leur condition, habitués à leur misérable soupe de racines avec quelques morceaux de pomme de terre. Pour eux, la vie quotidienne est celle de tous les jours. Nos personnages acceptent donc la terrible surpopulation d'une métropole comme une vie normale dont ils ne se plaignent pas. 

    Il y a ceux qui vivent en traînant derrière eux leurs peu de marchandises dans une boîte ou un conteneur, qui s'adaptent en vivant dans de vieilles voitures abandonnées le long des trottoirs,  sur le toit desquelles ils ont ajouté un petit tuyau pour évacuer la fumée de leurs misérables fourneaux. 

    Thorn, mon personnage, ne se révolte pas contre la réalité dans laquelle il se trouve, mais il est plus chanceux que les autres. Il a le privilège de partager un petit appartement avec un vieil homme, Sol, qui se souvient encore du monde d'autrefois. Il en parle continuellement. Alors que notre protagoniste est obligé de se raser le matin avec une lame usagée qu'il est forcé de cacher immédiatement dans son portefeuille et,  recueillir dans une tasse les gouttes d'eau qui tombent pour ne pas sortir immédiatement de la maison pour se ravitailler en eau. Pendant ce temps, le vieil homme continue à décrire un monde dans lequel il pouvait acheter de la viande fraîche, de la salade et même des œufs. Le protagoniste ne prête pas beaucoup d'attention à ces commérages et continue à vivre une vie absurde,  heureux avec le privilège d'un mini-appartement. Le mot "salade" ne lui dit rien. Alors, quand son supérieur du poste de police du quartier où il travaille lui demande de décrire la fille qu'il a interrogée pour un délit contre l'élite de ce monde misérable, Thorn dit qu'elle a deux seins comme des pamplemousses. Son collègue répond que cette comparaison ne tient pas, il n'a jamais vu de pamplemousses. Ironiquement, Thorn dit que l'autre homme n'a pas vu la fille.

    Dans une situation de surpeuplement, en fait, les gens ne posent pas le problème de la réalité dans laquelle ils vivent. Aussi parce que la vie de chacun est limitée à l'extrême, ils cherchent juste un endroit pour dormir, une ration misérable d'eau et une forme de nourriture qui permet la survie, le soja dans ses différentes couleurs. Ils n'ont pas besoin d'argent parce qu'il n'y a pas de produits à acheter si ce n'est des ustensiles en plastique malsain qui regorgent sur le marché comme celui installé sur le plateau.

    Mon personnage est un policier désespérément surchargé de travail et pourtant il essaie de faire de son mieux pour donner ce petit sens des responsabilités qu'il a toujours eu. Son patron considère que l'enquête est une perte de temps, bien qu'il ait un suspect possible qu'il a essayé d'interroger pendant deux jours. Mais son patron répétera combien ses efforts sont inutiles. Durant ces deux jours dans la ville, il y a eu 3470 autres affaires d'homicides qui seront toutes classées sans suite, comme Thorn s'apprête à le faire pour l'affaire sur laquelle il enquête.

    En effet, on peut dire que les caractéristiques d'un surpeuplement général sont déjà présentes, seules les personnes ne semblent pas les voir.

    J'ai parlé à certains des flics d'aujourd'hui, qui se plaignent des mêmes problèmes de surmenage et de superficialité dans le travail. Ils ne peuvent  toujours pas arriver au bout de nombreuses enquêtes par manque de temps.

    La conséquence d'une société surpeuplée comme celle qui se développe aujourd'hui est le déclenchement de cas de violence irrationnelle. Un scientifique a mené une expérience intéressante sur une communauté de souris. Tant que le nombre d'animaux n'excède pas 100, la coexistence est pacifique, mais si le nombre augmente de 3 ou 4 fois, disons 300 ou 400 animaux dans le même espace, il y a une augmentation générale de l'intolérance chez les individus, l'agressivité réciproque pour atteindre des cas de meurtre, de cannibalisme, de psychose, d'anxiété et de comportement sexuel irrégulier. Cela a été démontré scientifiquement. Aujourd'hui, nous répandons une forme d'aliénation et d'insensibilité générale parmi les gens.

    Récemment, un professeur de l'Université de Columbia a été tué dans la rue par un groupe criminel devant les passants qui n'ont rien fait pour les arrêter. Ou le cas récent de Kitty Genovese. Une fille tuée dans  la cour de sa maison sur laquelle donnaient beaucoup de fenêtres. La femme a essayé pendant 20 minutes d'échapper à son tueur armé d'un couteau, se cachant derrière les voitures garées dans la cour. Ses colocataires ont vu la scène sans même penser à l'aider, restant  immobiles aux fenêtres. C'est un cas typique d'aliénation chez les humains, une démonstration d'indifférence totale .... >>

    AUTEURE : Maria Russo-Dixon

     

    A SUIVRE...

     

     

     

     

     

  • CE N'ETAIT PAS LA COLLECTION D'ARMES DE... Maria nous en dit plus !

    CE N'EST PAS LA COLLECTION D'ARMES DE CHARLTON HESTON 

    Charlton_Heston_1.jpg

     

     

    Le 23 mars 2017, j'avais publié un article "CE N'ETAIT PAS LA COLLECTION D'ARMES DE CHARLTON HESTON", à la suite duquel notre amie Maria avait laissé un long commentaire qui a le mérite de pouvoir faire l'objet d'un billet supplémentaire. 

    J'ai un peu tardé à le traduire et je prie Maria de m'en excuser. Comme d'habitude, j'ai fait du mieux de mes possibilités pour traduire ses mots afin d'être au plus près de sa pensée sans la trahir. 

     

    0e6405c0624eb90ab6af6117c445a82e--gun-control-meme-control-quotes.jpg

    E' vero. Anche a me era giunta la notizia che le foto di una ricca collezione di armi non si riferissero affatto a quelle possedute in realtà da Charlton Heston. In molte case americane armi da fuoco, spesso fucili, rappresentano una realtà che a noi Europei appare strana, se non pericolosa o segno di una forma di paranoia.

    In effetti spesso si tratta di un investimento o di una collezione, come per noi può essere un certo numero di libri o di quadri, che ha principio nella prima gioventù del capofamiglia iniziato alla caccia dal padre, come fu per Heston . Come la toga pretexta segnava il passaggio all'età adulta dei giovani Romani, così possedere un fucile da caccia e accompagnare il genitore in una battuta era il simbolo dell'ingresso nella comunità dei maschi adulti.

    E non solo maschi. Anche le donne si dedicavano e credo si dedichino ancora in alcuni stati, soprattutto nel Sud, dove in ampi territori sono ancora liberi da insediamenti al tiro a segno con armi da fuoco. Non è una tradizione che personalmente io ami o condivida, ma negli anni possono accumularsi nella stessa famiglia numerose e diverse armi.
    Altra cosa la questione del Secondo Emendamento. Qualcuno si chiedeva qualche giorno fa, se oggi Heston avrebbe votato per Trump. No, è la mia opinione. Perché la sua lotta fu per la liberà di espressione, il Secondo Emendamento (il Primo fu la liberà di pensiero, ma a che serve essere liberi di pensare se poi si deve tacere la propria opinione?).

    Giusto o sbagliato che sia, con tutta la passionalità che Heston metteva nelle sue "guerre private", il suo obbiettivo era combattere il principio del "politically correct" ampiamente diffuso nell'epoca Clinton. Cioè la lotta al danno che può venire da definizioni che implicano in sé condanna o senso di negatività per chi si ritrova addosso una espressione linguistica negativa. Per esempio usare un termine come "cieco" per chi non ha il dono della vista nella lingua comune può esprimere un concetto di per sé negativo. Si può dire forse "non vedente" e dire la stessa cosa, ma in modo non offensivo. 
    Heston era convinto che , sancito nella Costituzione americana, vecchia di più di 200 anni (promulgata nel 1789, l'anno della rivoluzione francese) sostenere per tutti il diritto di acquistare, portare e usare per difesa personale armi fosse un concetto da difendere e sul quale non poteva essere posta alcuna censura. 
    Non sempre è stato di questa idea, tanto che dopo la morte di Kennedy, ha spesso sostenuto l'opposto. D'altra parte bisogna ricordare che gli USA sono un paese in cui la pena di morte, non in tutti gli Stati, fa parte della giurisprudenza corrente. 
    A volte bisogna ammettere che ha esagerato, come quando combatteva la definizione di "Native American " per gli Indiani, sostenendo che tutti i nati in America sono nativi americani. E qui nascono due incomprensioni. E' anacronistico continuare a chiamare Indiani i discendenti dei Pellerossa del nuovo mondo, perpetrando un errore geografico di Cristoforo Colombo che all'inizio credeva davvero di essere arrivato nel continente asiatico.L'altro problema è che in fondo  la situazione del nato in America finiva con l'estremizzarsi in un White Anglo-Saxon Protestant , cioè "Wasp". E qui si minaccia di cadere in una forma di razzismo che è proprio della ideologia di Trump e di altri estremisti nazionalisti che forse ricordano troppo da vicino il concetto di Razza Superiore, supportata non solo da Hitler, ma anche da altri pensatori europei che lo precedono nel XIX secolo, perfino da Madame De Stael, che definiva capaci di creatività solo gli uomini del Nord-Europa .
    In "Vincitori e vinti", Maximilian Schell avvocato alla difesa nel processo di Norimberga da inizio alla sua arringa leggendo brani da un testo di uno studioso americano che raccomandava la selezione dei nati in rispetto alla Eugenetica, la "buona" discendenza da tutelare contro chi avesse apportato geni degradati nella Razza umana. 
    Non è questo il caso di Heston, non intendeva gettare dalla rupe Tarpea i bambini nati con qualche "difetto". Forse per amor di polemica si è fatto sfuggire qualche parola di troppo e qualche eccesso "filosofico". Ma noi siamo adulti e vaccinati, si direbbe dalle mie parti, e tutto va giudicato, come fa Renaud - che ringrazio per le gentili parole che mi ha dedicato - "cum grano salis" e con la necessaria moderazione.

     

     imnXlsYhpmq4h6wAZ1QERQPJmv8.jpg

     (dans le film "LE TRESOR DES INCAS" 1954 - Scène durant laquelle il casse le fusil )

     

    << C'est vrai. Moi aussi j'avais vu ces photos d'un riche collectionneur d'armes, mais elles ne ressemblent pas du tout à celles qui ont été détenues en réalité par Charlton Heston. Dans les foyers américains, il y a de nombreuses armes à feu,  les fusils représentent souvent une réalité qui semble étrange à nous Européens, sinon dangereuse ou, signe d'une forme de paranoïa.

    En fait, c'est souvent un investissement ou une collection, comme pour nous peut être un certain nombre de livres ou de tableaux, qui a débuté dans la première jeunesse du chef de famille, initié à la chasse par son père, comme ce fut le cas pour Heston. Comme la toge pretexta marquait le passage à l'âge adulte des jeunes Romains, ainsi, posséder un fusil de chasse et accompagner le père dans une battue, était le symbole de l'entrée dans la communauté des adultes masculins. 

    Et pas seulement les hommes. Les femmes étaient aussi concernées et je pense qu'elles s'y consacrent encore dans certains États, surtout dans le Sud, où elles disposent encore de champs de tir dans de vastes territoires. Ce n'est pas une tradition que j'aime ou partage personnellement, mais au fil des années, de nombreuses armes différentes peuvent s'accumuler dans la même famille.

    Autre chose : La question du deuxième amendement. Quelqu'un se demandait il y a quelques jours si Heston voterait pour Trump aujourd'hui. Non, c'est mon opinion. Parce que sa lutte était pour la liberté d'expression et le deuxième amendement (le premier étant la liberté d'expression, mais  qu'est-ce que cela signifie d'être libre de penser si vous devez faire taire votre propre opinion?).

    " Bien ou mal ", avec toute la passion qu'Heston a mise dans ses « guerres privées », son but était de combattre le principe du « politiquement correct » largement diffusé à l'époque de Clinton. C'est-à-dire, la lutte contre les dommages qui peuvent provenir de définitions qui impliquent en elles-mêmes la condamnation ou le sentiment de négativité pour ceux qui se trouvent dans une expression linguistique négative.

    Par exemple, utiliser un terme comme « aveugle » pour ceux qui n'ont pas la chance de voir,  dans la langue commune cela peut exprimer un concept en soi négatif. On peut peut-être dire "non voyant" et dire la même chose, mais d'une manière non offensive.
    Heston était convaincu que le droit pour toute personne d'acheter, de transporter et d'utiliser des armes de défense était un concept à défendre, comme le stipule la Constitution américaine depuis plus de 200 ans (promulguée en 1789, année de la Révolution française) et ne peut pas être censuré. Pourtant,  ce ne fut pas toujours cette idée qu'il défendit après la mort de Kennedy, il a souvent soutenu  le contraire. D'autre part, nous devons nous rappeler que les États-Unis sont un pays où la peine de mort, pas dans tous les États, fait partie de la jurisprudence actuelle.

    Parfois, nous devons admettre qu'il a exagéré, comme quand il a combattu la définition «Amérindien» pour les Indiens, soutenant que tous les Américains nés en Amérique sont des Amérindiens. Et il y a deux malentendus ici. Il est anachronique de continuer à appeler  <Indiens> les descendants des Peaux-rouges du nouveau monde, perpétuant une erreur géographique de Christophe Colomb qui au début croyait vraiment être arrivé sur le continent asiatique. L'autre problème est qu'en fin de compte, la situation des personnes nées en Amérique finit dans l'extrème d'un Protestantisme Anglo-Saxon Blanc, c'est-à-dire  "Wasp(1 NDT) et ici, menace de tomber dans une forme de racisme qui est précisément l'idéologie Trump et d'autres extrémistes nationalistes qui se souviennent peut-être trop du concept de race supérieure, soutenu non seulement par Hitler mais aussi par d'autres penseurs européens qui le précèdèrent au XIXe siècle, même par Mme De Stael, qui ne reconnaissait qu'aux hommes de l'Europe du Nord, le pouvoir de créativité. 

     

    Dans "Winners and losers", Maximilian Schell avocat de la défense dans le procès de Nuremberg, au début de sa harangue, lit le texte d'un savant américain qui recommandait de sélectionner les naissances selon « l'eugénisme »(2 NDT), la «bonne» progéniture pour protéger contre ceux qui avaient des gènes dégénérés dans la race humaine.

    Ce n'est pas le cas avec Heston. Il ne voulait pas nécessairement  jeter  du haut de la Roche Tarpéienne, les enfants nés avec un "défaut". Peut-être, par amour de la polémique et quelques mots de trop, il s'est laissé aller à quelques excès "philosophiques". Mais nous sommes adultes et vaccinés, et pour ma part,  tout doit être jugé, — comme Renaud fait — que je remercie pour les paroles aimables qu'il m'a consacrées - "cum grano salis" (3 NDT) et avec la modération nécessaire. >>

    AUTEURE : MARIA RUSSO DIXON

     

    1 - (NDT) WASP. Nom donné, aux États-Unis, aux citoyens de race blanche, d'origine anglo-saxonne et de religion protestante, constituant les couches dirigeantes du pays.

    2 - (NDT) EUGENISME. Ensemble des recherches (biologiques, génétiques) et des pratiques (morales, sociales) qui ont pour but de déterminer les conditions les plus favorables à la procréation de sujets sains et, par là même, d'améliorer la race humaine.

    3 - (NDT)  CUM  GRANO SALIS  (latin)  : Avec un grain de sel

  • PREAMBULE par MARIA, à : " The Long Lost Interview de Charlton Heston "

     

    Présentation de : William Brougham sur YOU TUBE 
     
    Ajoutée le 14 déc. 2016
     

    En 1972, le journaliste britannique Keith Howes et son petit-ami Carl sont allés aux studios MGM et sur le tournage de Soylent Green à Hollywood pour interviewer Charlton Heston, pour le magazine britannique SHE. Ici, Keith rappelle l'interview, comment il a eu l'entrevue et ses souvenirs de rencontrer et d'interviewer Charlton Heston.

    L'entrevue a été interdite et n'a jamais été publiée carvv elle a été considérée comme trop «déprimante» et «effrayante». Keith explique pourquoi. Il discute également de la façon dont l'interview a mené également à une rencontre avec le bon ami d'Heston et co-star, Edward G Robinson.

      

      

    Vous pouvez entendre l'interview complète de Keith en 1972 avec Charlton Heston ici  

    un mio biglietto è partito come premessa per l'intera traduzione. Sono arrivata circa ai due terzi del testo e dopo una settimana di pausa sarà terminata.
    Il problema è la lunghezza, ma è talmente bella che in qualche modo risolveremo anche quel problema.
    Un bacio e un abbraccio e la soddisfazione che il decennale della morte porterà finalmente ad una celebrazione senza polemiche inutili. Dice amaramente Antonio nell’orazione funebre sul corpo di Cesare
    “The evil that men do lives after them, the good is oft interred with their bones” - Il male fatto dagli uomini vive dopo di loro, il bene è spesso seppellito con le loro ossa. Ma è Antonio il vincitore su Bruto.

    Mon billet était parti comme promis, pour toute la traduction. J'en suis environ aux deux tiers du texte et après une semaine de pause, il sera terminé.

     Le problème est la longueur, mais il est tellement beau que nous résoudrons aussi ce problème, d'une façon ou d'une autre.

     Un baiser et un câlin et l'espoir qu'enfin la commémoration des dix ans du décès se passe sans polémiques inutiles.

    Antoine dit amèrement,  dans l'oraison funèbre sur le corps de César : " Le mal que les hommes ont fait, vit après eux. Le bien est souvent enterré avec leurs os."  Mais Antoine est vainqueur sur Brutus. 

    Auteure : Maria Russo Dixon

    ΩΩΩΩΩΩΩΩΩ

    pour billet Maria.JPG

    "una lunga e straordinaria intervista di Charlton Heston censurata dalla stampa nel 1972. Due giovani giornalisti inglesi nell'ottobre del 1972 ebbero la fortuna di bussare alla porta del camerino di Heston nei giorni in cui terminavano le riprese di Soylent Green. la porta si aprì e cominciò la loro avventura. Il 1972 non è un anno qualsiasi. Pochi mesi prima a Stoccolma si era tenuta la prima conferenza sulle condizioni climatiche e sull'inquinamento che stava mettendo in pericolo il pianeta terra. La Madre Terra soffriva degli attacchi della specie umana, aumentata nel numero e nelle attività che mettevano a rischio la sua stessa sopravvivenza come pianeta in cui la vita aveva potuto evolversi e creare quella splendida varietà di generi che oggi conosciamo. Heston dette il benvenuto ai due giovani e dette inizio ad una sincera analisi di quanto in quel momento sentiva come una minaccia che era necessario fosse percepita anche dai suoi simili. In realtà appare come unl lungo monologo , perchè come il Neville di Omega Man, Chuck sembra parlare soprattutto a se stesso. Sembra che nonostante la sua personale riservatezza in quell'ottobre del 1972 fosse venuto il momento di aprire il suo cuore. La conversazione quasi ad una voce prende l'inizio da un episodio quasi banale, da un colloquio che Heston, padre come tanti altri padri, ha con un insegnante della scuola frequentata da suo figlio. Da qui parte un'analisi approfondita di problemi come la sovrappopolazione che minaccia non solo il benessere ma addirittura la sopravvivenza della razza umana. La condizione di insensibilità e alienazione che essa comporta tra gli uomini. Il pericolo di una variazione del clima sino a raggiungere quello che oggi conosciamo come effetto serra. E naturalmente Heston parla del suo mondo e della sua esperienza come uomo e soprattutto come attore. Delle sue delusioni artistiche, dell'ostilità che certa critica ha dimostrato nei suoi confronti. Sino ad arrivare al sesso e alla sua rappresentazione cinematografica, che spesso inficia l'erotismo suscitato dalla visione di un corpo umano nudo. I giovani giornalisti tornarono in Inghilterra convinti di portare con sé un autentico tesoro, proprio per la eccezionale apertura e sincerità con cui l'attore li aveva affascinati per più di un' ora. Purtroppo la direzione del settimanale "She" per cui uno di loro lavorava non condivideva il loro entusiasmo. Anzi trovò del tutto negativo il contenuto di quella intervista. Fu censurata, con la motivazione che era troppo pessimista e avrebbe spaventato le lettrici del settimanale. La registrazione finì in un cassetto. Ma oltre 40 anni dopo uno dei due non più giovani giornalisti decise di portarla a conoscenza di tutti grazie alle nuove tecnologie dell'informazione. Scaricata su You Tube "The long lost interview of Charlton Heston" ci raggiunge ora con le sue verità e le sue esitazioni. E' mia personale convinzione che sia venuto il momento di tradurla nella mia lingua e con l'aiuto di Madame Darnell in francese e naturalmente trasportata sul blog con la inconfondibile voce di Charlton Heston, perchè come suggerisce uno dei due giornalisti il mondo di oggi ha bisogno dell'apertura mentale, della intelligenza e della cultura di una persona come Charlton Heston. Non mi meraviglia affatto che il decennale della sua morte sia anche una riscoperta della sua personalità e in tutta modestia suggerirei a suo figlio di tenere in considerazione le parole che suo padre pronunciò nel lontano 1972."

    "Une longue et extraordinaire interview de Charlton Heston censurée par la presse en 1972. Deux jeunes journalistes britanniques, en octobre 1972, ont eu la chance de frapper à la porte de la loge de Heston pendant les jours où le tournage de Soylent Green se terminait. La porte s'ouvrit et leur aventure commença.

    L'année 1972 n'est pas une année quelconque. Peu de mois avant à Stockholm,  s'était tenue la première conférence sur les conditions climatiques et sur la pollution qui était en train de mettre en danger la planète terre.

    La Terre-Mère souffrait  des attaques humaines de plus en plus nombreuses et d'activités qui  menaçaient sa propre survie en tant que planète dans laquelle la vie évoluait et qui avait créé cette merveilleuse variété de genres que nous connaissons aujourd'hui.

    Heston a accueilli les deux jeunes hommes et a commencé une analyse sincère de ce que, à ce moment-là, il ressentait comme une menace et qu'il était nécessaire qu'elle soit perçue par ses semblables également. En fait, cela ressemble à un long monologue, parce que comme Neville d'Omega Man, Chuck semble se parler le plus souvent à lui-même.

    Il semble que, malgré sa discrétion personnelle en octobre 1972, le temps était venu qu'il ouvre son cœur. La conversation, presque un monologue, commence par un épisode presque banal, d'un entretien qu'Heston, père comme de nombreux autres pères, a avec un professeur de l'école fréquentée par son fils. D'où une analyse approfondie de problèmes tels que la surpopulation qui menace non seulement le bien-être mais même la survie de l'espèce humaine. La condition d'insensibilité et d'aliénation que cela implique chez les hommes. Le danger d'un changement climatique jusqu'à ce que nous atteignions ce que nous connaissons maintenant comme l'effet de serre.

    Et bien sûr, Heston parle de son monde et de son expérience en tant qu'homme et surtout comme acteur. De ses illusions artistiques, l'hostilité que certains critiques ont manifestée envers lui.  Jusqu'à ce qu'il arrive au sexe et à sa représentation cinématographique, ce qui influence souvent l'érotisme suscité par la vision d'un corps humain nu.

    Les jeunes journalistes sont retournés en Angleterre convaincus d'apporter avec eux un véritable trésor, vraiment grâce à l'ouverture et la sincérité exceptionnelles avec lesquelles l'acteur les avait fascinés pendant plus d'une heure. Malheureusement, la direction de l'hebdomadaire "She" pour lequel l'un d'eux a travaillé n'a pas partagé son enthousiasme.  En fait, elle trouva le contenu de cette interview complètement négatif. Il a été censuré, avec le motif qu'il était trop pessimiste et aurait fait peur aux lecteurs de l'hebdomadaire. L'enregistrement a fini dans un tiroir.

    Mais plus de 40 ans après, l'un des deux jeunes journalistes a décidé de la porter à la connaissance de tous,  grâce aux nouvelles technologies de l'information. Téléchargé sur " You Tube " – The Long Lost Interview de Charlton Heston – nous atteint maintenant avec ses vérités et ses hésitations.

    "Je suis convaincue personnellement qu'il est temps de le traduire dans ma langue et avec l'aide de madame Darnell en français et, bien sûr, transporté sur le blog avec la voix incontournable de Charlton Heston, car, comme le dit l'un des deux journalistes, le monde d'aujourd'hui a besoin de mentalité, d'intelligence et de culture d'une personne, comme Charlton Heston. Il n'est pas surprenant pour moi que la décennie de sa mort soit aussi une redécouverte de sa personnalité et, en toute modestie, je suggère à son fils de considérer les mots prononcés par son père en 1972. "

    AUTEURE : Maria Russo Dixon